The Academy
History with a martial flair.

Board: The Great Commanders
Thread: Julius Caesar For the discussion of the life and campaigns of Julius Caesar. ... more
NEXT: 49 b.C. ALEA IACTA EST (second part) - (* Velthur Valerius, - posted: Nov 4, 2005 - 15:25 )
Message: 49 b.C. ALEA IACTA EST
%20etrusco%20.gif
Author: * Velthur Valerius - 186 Posts
Date: Nov 4, 2005 - 15:21

Le tre parole latine ALEA IACTA EST, pronunciate nel 49 a.C., sono ufficiosamente il de profundis della vecchia Repubblica romana (ha 461 anni) anche se ufficialmente la sua caduta è datata nel 27 a.C. cioè 22 anni dopo.
Roma caput mundi senza più nemici esterni inizia a combattere se stessa con una violenza e determinazione maggiore di quella usata contro gli Italici, Iberi, Punici, Galli, Macedoni e Siriani.
I cives romani iniziano a sbranarsi come lupi famelici dimenticando che la lupa sul Capitolium è il simbolo dell'Urbe stessa, impotenti a fermare gli eventi che i Signori della guerra scatenano per la conquista del potere.
Dopo questo evento lo Ius Romanus [ius legitimus (costituzionale), ius civile (civile), ius poenae (penale)] subirà profonde mutazioni che faranno involverlo. Roma si incammina a divenire simile a quelle monarchie ellenistiche che aveva tanto disprezzato e ferocemente annientato.
Pubblico di nuovo questo articolo, che rappresenta la cronologia dell'anno 49 a.C., dopo averlo riveduto e corretto precisando che è stato scritto con la mente e con gli occhi di uno storiografo e non con quelli di uno storico.

- 49 a.C. -
Anno 705 della fondazione di Roma (ab Urbe condita)
Anno 461 della Repubblica romana
Anno 3° della Olimpiade 182 (Ol. 182.3)
Anno 859 della nazione etrusca (IX saeculum)

 Consoli (consules, n° 2): LUCIO CORNELIO LENTULO CRURE (patrizio, pretore nel 58 a.C., pompeiano, avverso a Caio Giulio Cesare, amico del cesariano Cornelio Balbo), CAIO CLAUDIO MARCELLO (patrizio, pompeiano, avverso a Caio Giulio Cesare, pretore del 52 a.C., primo cugino di Caio Claudio Marcello console del 50 a.C., fratello di Marco Claudio Marcello console del 51 a.C.)
 Censori (censores, n° 2): APPIO CLAUDIO PULCRO (patrizio, pompeiano, console del 54 a.C.), LUCIO CALPURNIO PISONE CESONINO (plebeo, cesariano, console del 58 a.C., suocero di Caio Giulio Cesare)
 Dittatore (dictator comitiorum habendo et feriae latinae causa): CAIO GIULIO CESARE [(patrizio, dictator I in carica da ottobre al 12 dicembre, ha 52 anni, marito di Calpurnia figlia di Lucio Calpurnio Pisone Cesonino (console del 58 a.C. e censore in carica)]
 Maestro della cavalleria (magister equitum): Non viene nominato (sine magistro equitum)
 Pretore urbano (praetor urbanus): MARCO EMILIO LEPIDO (patrizio, cesariano, futuro console del 46 a.C. e del 42 a.C., futuro triumviro),
 Pretore peregrino (praetor peregrinus):
 Propretore (governatore) della Sicilia (1^ Provincia) (propraetor): MARCO PORCIO CATONE il GIOVANE o UTICENSE (plebeo, pompeiano, pretore del 54 a.C., nominato dal Senato), CAIO SCRIBONIO CURIONE il GIOVANE (plebeo, cesariano, tribuno della plebe del 50 a.C., propretore del 49 a.C., legato cesariano in Africa, designato da Caio Giulio Cesare) †
 Pretore (governatore) della Sardegna-Corsica (2^ Provincia) (praetor): MARCO AURELIO COTTA (plebeo, pompeiano, nominato dal Senato), QUINTO VALERIO ORCA (legato cesariano, pretore del 57 a.C., con 1 legione)
 Proconsole (governatore) della Spagna Citeriore (3^ Provincia) (proconsul): GNEO POMPEO MAGNO [(plebeo, proconsul VI, proconsole del 54 a.C., proconsole del 53 a.C., proconsole del 52 a.C., proconsole del 51 a.C., proconsole del 50 a.C. e proconsole del 49 a.C., console del 70 a.C., console del 55 a.C. e console del 52 a.C., risiede a Roma, ha 57 anni, marito di Cornelia figlia di Quinto Cecilio Metello Pio Scipione Nasica (console del 52 a.C.)]. Non sappiamo chi abbia messo Caio Giulio Cesare governatore al posto di Gneo Pompeo Magno.
 Proconsole (governatore) della Spagna Ulteriore (4^ Provincia) (proconsul): GNEO POMPEO MAGNO (plebeo, proconsul VI, proconsole del 54 a.C., proconsole del 53 a.C., proconsole del 52 a.C., proconsole del 51 a.C., proconsole del 50 a.C. e proconsole del 49 a.C., console del 70 a.C., console del 55 a.C. e console del 52 a.C., risiede a Roma, ha 57 anni), QUINTO CASSIO LONGINO (plebeo, cesariano, legato di Caio Giulio Cesare nella guerra Ispana, tribuno della plebe del 49 a.C., questore del 52 a.C., fratello del tribuno della plebe in carica Caio Cassio Longino il futuro cesarida, dopo la partenza di Cesare con 4 legioni (la Legio Vernacula varroniana , la Legio ex varroniana, la Legio XXI, la Legio XXX, designato dal dittatore Caio Giulio Cesare)
 Proconsole (governatore) della Gallia Cisalpina (5^ Provincia) (proconsul): CAIO GIULIO CESARE [patrizio, proconsul X ma fino al 7 gennaio, proconsole del 58 a.C., proconsole del 57 a.C., proconsole del 56 a,C., proconsole del 55 a.C., proconsole del 54 a.C., proconsole del 53 a.C., proconsole del 52 a.C., proconsole del 51 a.C., proconsole del 50 a.C. e proconsole del 49 a.C., con 9 legioni [Legio V Alaudae, Legio VII, Legio VIII, Legio IX, Legio X, Legio XI, Legio XII, Legio XIII, Legio XIV] e 22 coorti narbonesi, console del 59 a.C., ha 52 anni], LUCIO DOMIZIO ENOBARBO (plebeo, pompeiano, console nel 54 a.C., ma non ne prenderà mai possesso)
 Pretore (governatore) della Macedonia (6^ Provincia) (praetor): provincia sotto il controllo pompeiano
 Pretore (governatore) dell’Africa Vetus (7^ Provincia) (praetor): QUINTO LIGARIO (plebeo, provvisorio alla partenza di Caio Considio Longo per Roma, non sappiamo se fosse magistrato), LUCIO ELIO TUBERONE (plebeo, pretore del 54 a.C.?, nominato dal Senato per sorteggio), PUBLIO AZZIO VARO (plebeo, pompeiano, pretore del 53 a.C.?, si appropria da solo della provincia e respinge Lucio Elio Tuberone)
 Pretore (governatore) dell’Asia (8^ Provincia) (praetor): provincia sotto il controllo pompeiano
 Proconsole (governatore) della Narbonese (Gallia Transalpina) (9^ Provincia), dell’Illirico e con potere d’azione sulla Gallia Comata (proconsul): CAIO GIULIO CESARE [patrizio, proconsul X ma fino al 7 gennaio, proconsole del 58 a.C., proconsole del 57 a.C., proconsole del 56 a,C., proconsole del 55 a.C., proconsole del 54 a.C., proconsole del 53 a.C., proconsole del 52 a.C., proconsole del 51 a.C., proconsole del 50 a.C. e proconsole del 49 a.C., con 9 legioni [Legio V Alaudae, Legio VII, Legio VIII, Legio IX, Legio X, Legio XI, Legio XII, Legio XIII, Legio XIV] e 22 coorti narbonesi, console del 59 a.C., ha 52 anni], LUCIO DOMIZIO ENOBARBO (plebeo, console nel 54 a.C. designato dal Senato ma non ne prenderà mai possesso)
 Pretore (governatore) della Cilicia (10^ Provincia) (praetor): provincia sotto il controllo pompeiano
 Pretore (governatore) di Creta e della Cirenaica (11^ Provincia) (praetor): provincia sotto il controllo pompeiano
 Pretore (governatore) della Bitinia-Ponto (12^ Provincia) (praetor): provincia sotto il controllo pompeiano
 Proconsole (governatore) della Siria (13^ Provincia) (proconsul): QUINTO CECILIO METELLO PIO SCIPIONE (plebeo, pompeiano, console nel 52 a.C., ha due legioni, suocero di Gneo Pompeo Magno)
 Pretore (governatore) di Cipro (14^ Provincia) (praetor): provincia sotto il controllo pompeiano
 Pretori (praetores): LUCIO ROSCIO FABATO (plebeo, tribuno della plebe del 55 a.C., legato di Caio Giulio Cesare nel 54 a.C.), AULO ALLIENO (plebeo, tribuno della plebe del 55 a.C.), PUBLIO RUTILIO LUPO (plebeo, tribuno della plebe del 56 a.C. comandante guarnigione di Terracina con tre coorti), MARCO FAVONIO (plebeo, edile del 52 a.C.), LUCIO MANLIO TORQUATO (patrizio, pompeiano, comandante guarnigione di Alba Fulcente con 6 coorti)
 Edili curuli (aediles curules, n° 2):
 Edili della plebe (aediles plebis, n° 2):
 Edili (aediles): CAIO VIBIO PANSA CETRONIANO (plebeo, tribuno della plebe del 51 a.C.),
 Tribuni della plebe (tribuni plebis, n° 10): MARCO ANTONIO (plebeo, questore del 52 a.C., legato di Caio Giulio Cesare nel 51 a.C.), QUINTO CASSIO LONGINO (plebeo, cesariano, questore del 52 a.C., fratello del tribuno della plebe in carica Caio Cassio Longino il futuro cesarida), CAIO CASSIO LONGINO (plebeo, lascia Roma con Pompeo, questore del proconsole Marco Licinio Crasso nel 54 a.C.), LUCIO CECILIO METELLO (plebeo, questore del 52 a.C., pompeiano ma non fugge da Roma con Pompeo ed i consoli), LUCIO MARCIO FILIPPO [plebeo, tribuno della plebe del 49 a.C., futuro pretore del 44 a.C., futuro console suffetto del 38 a.C., neutrale nella Guerra Civile, figlio del console del 56 a.C., fratello di Marcia (moglie di Marco Porcio Catone Uticense)]
 Questori (quaestores, n° 20): MARCIO RUFO (plebeo, cesariano, questore in Africa di Caio Scribonio Curione), TIBERIO CLAUDIO NERONE (o 48 a.C.?, patrizio, padre del futuro princeps Tiberio Claudio Nerone), SESTO QUINTILIO VARO (pompeiano, fatto prigioniero da Caio Giulio Cesare a Corfinio e liberato),
 Prefetto di Roma (o dell’Urbe) (praefectus Urbis):
 Legati propretori (legati pro praetore): TITO LABIENO (plebeo, legato propretore di Caio Giulio Cesare nella Gallia Transalpina dal 58 a.C. al 50 a.C., tribuno della plebe del 63 a.C., passa nelle fila del proconsole Gneo Pompeo Magno), FAUSTO CORNELIO SILLA (patrizio, pompeiano, questore del 54 a.C., figlio del dittatore Lucio Cornelio Silla),
 Legati del proconsole Gneo Pompeo Magno (legati): LUCIO AFRANIO (plebeo, console nel 60 a.C., nella Spagna Citeriore con 3 legioni), MARCO PETREIO (plebeo, pretore del 64 a.C.? e vincitore di Lucio Sergio Catilina a Pistoia, nella Ulteriore con 2 legioni), MARCO TERENZIO VARRONE [plebeo, propretore del 67 a.C., nella Lusitania con le 2 legioni Vernacula (di provinciali)], LUCIO GIULIO CESARE il GIOVANE [patrizio, figlio di Lucio Giulio Cesare (console del 64 a.C., legato cesariano in Gallia, cugino di Caio Giulio Cesare), nipote di Caio Giulio Cesare]
 Comandante (ammiraglio) dell’armata pompeiana in aiuto ai marsigliesi (praefectus classis): LUCIO NASIDIO (plebeo, comandante dell’ala sinistra a Tauroento)
 Comandante in capo (ammiraglio) dell’armata pompeiana (praefectus classis): MARCO CALPURNIO BIBULO (plebeo, console nel 59 a.C.)
 Legati dell’ammiraglio Lucio Calpurnio Bibulo (legati): LUCIO SCRIBONIO LIBONE
 Legato di Caio Giulio Cesare della Gallia Cisalpina (legatus): MARCO LICINIO CRASSO [plebeo, figlio del triumviro, questore del 54 a.C., marito di Cecilia Metella (figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico console del 69 a.C.)]
 Legato di Caio Giulio Cesare dell’Illirico (legatus): CAIO ANTONIO (plebeo, questore del 51 a.C., fratello di Marco Antonio e di Lucio Antonio, futuro pretore del 44 a.C., si arrende con 15 coorti, nell’isola di Curritta, questore del 51 a.C.)
 Legato propretore di Caio Giulio Cesare in Sicilia (legatus pro praetore): CAIO SCRIBONIO CURIONE (plebeo, tribuno della plebe del 50 a.C., muore in Africa, secondo marito di Fulvia che si risposerà con Marco Antonio) †
 Legati di Caio Giulio Cesare nella Guerra Ispana (legati): CAIO FABIO ADRIANO (pretore del 58 a.C.), QUINTO FUFIO CALENO (plebeo, pretore del 59 a.C., tribuno della plebe del 61 a.C., futuro console del 47 a.C.), CAIO TREBONIO (plebeo, tribuno della plebe del 55 a.C., futuro pretore del 48 a.C., futuro console suffetto del 45 a.C.), QUINTO CASSIO LONGINO (plebeo, tribuno della plebe del 49 a.C., questore del 52 a.C., SESTO GIULIO CESARE (patrizio, nipote del console del 91 a.C.), LUCIO MUNAZIO PLANCO (plebeo, futuro pretore del 45 a.C., futuro console del 42 a.C.)
 Legato di Caio Giulio Cesare (legatus): LUCIO GIULIO CESARE (patrizio, console del 64 a.C., forse è rimasto in Gallia),
 Legato comandante (ammiraglio) dell’armata cesariana dell’Adriatico (praefectus classis): PUBLIO CORNELIO DOLABELLA (patrizio, genero di Marco Tullio Cicerone)
 Legato comandante (ammiraglio) dell’armata cesariana del Tirreno (praefectus classis): ORTENSIO, DECIMO GIUNIO BRUTO ALBINO (patrizio, sostituisce Ortensio, legato in Gallia nel 56 a.C., ha 36 anni, futuro pretore del 48 a.C., forse governatore della Gallia Transalpina dopo la resa di Marsiglia)
 Comandante presidio pompeiano di Gubbio: QUINTO MINUCIO TERMO (plebeo, pretore del 58 a.C. e del 53 a.C. ?, tribuno della plebe del 62 a.C.),
 Comandanti di presidio pompeiani: LUCIO MANLIO TORQUATO (presidio di Orico in Epiro, pretore del 49 a.C.), LUCIO STABERIO (presidio di Apollonia in Epiro)
 Prefetti dei fabbri o genieri (praefecti fabrum): MAMURRA (al servizio di Caio Giulio Cesare in Gallia), LUCIO VIBULLIO RUFO (al servizio di Gneo Pompeo Magno), NUMERIO (o NIGIDIO) MAGIO (cremonese, al servizio di Gneo Pompeo Magno
 Consigliere militare del proconsole Gneo Pompeo Magno (consiliorum): TEOFANE (di Mitilene, amico di Gneo Pompeo Pompeo conosciuto durante la guerra mitridatica)
 Prefetti dei cavalieri (prefecti equitum): GNEO DOMIZIO CALVINO (senatore, al servizio del legato cesariano Caio Scribonio Curione in Africa, omonimo del console del 53 a.C.), VIBIO CURIO (plebeo, in Italia dopo il Rubicone, cesariano), CAIO VOLUSENO QUADRATO (al servizio di Caio Giulio Cesare),
 Prefetto cesariano (praefctus): CAIO VOLCACIO TULLO
 Tribuni militari (tribumi militum, n° 24):
 Centurioni (centuriones): TITO CECILIO [plebeo, centurione primipilo (centurio primipilus) al servizio di Lucio Afranio in Spagna] †, LUCIO PUPIO [plebeo, centurione primipilo (centurio primipilus) pompeiano], QUINTO FULGINIO (plebeo, primo centurione degli astati della cesariana Legio XIV) †, CAIO ACILIO (plebeo, della cesariana Legio X)
 Celtibero romano (celtiber romanus): LUCIO DECIDIO SASSA (aveva da Cesare ottenuto la cittadinanza, futuro tribuno della plebe del …a.C., futuro governatore della Siria del 40 a.C.)
 Milite della Legio X nella battaglia navale di Marsiglia (miles legionarius): ACILIO
 Principe del Senato (princeps senatus):
 Senatori (senatores, n° 600): CAIO CLAUDIO MARCELLO (pretore del 80 a.C.), GNEO POMPEO MAGNO (console del 70 a.C., console del 55 a.C. e console del 52 a.C.), MARCO TERENZIO VARRONE (propretore del 67 a.C.), MANIO EMILIO LEPIDO (console del 66 a.C., si rifiuta di seguire Gneo Pompeo Magno al di là del mare Adriatico), LUCIO AURELIO COTTA (console del 65 a.C.), LUCIO GIULIO CESARE (console del 64 a.C.), MARCO PETREIO (pretore del 64 a.C.), MARCO TULLIO CICERONE (console del 63 a.C.), CAIO ANTONIO IBRIDA (console del 63 a.C., è in esilio da Roma), CAIO PONTINO (pretore del 63 a.C.), QUINTO TULLIO CICERONE (pretore del 62 a.C.), LUCIO LUCCEIO (pretore prima del 60 a.C.), LUCIO AFRANIO (console del 60 a.C.), CAIO GIULIO CESARE (console del 59 a.C.), MARCO CALPURNIO BIBULO (console del 59 a.C.), QUINTO FUFIO CALENO (pretore del 59 a.C.), AULO GABINIO (console del 58 a.C., è in esilio da Roma), LUCIO CALPURNIO PISONE CESONINO (console del 58 a.C. e censore del 50 a.C.), QUINTO MINUCIO TERMO (pretore del 58 a.C. e del 53 a.C. ?), CAIO CONSIDIO LONGO (pretore del 58 a.C.), CAIO FABIO ADRIANO (pretore del 58 a.C.), TITO LABIENO (propretore del 58 a.C.), PUBLIO CORNELIO LENTULO SPINTERE (console del 57 a.C.), MARCO CALIDIO (pretore del 57 a.C.), QUINTO VALERIO ORCA (pretore del 57 a.C.), QUINTO FABIO MASSIMO (edile curule del 57 a.C.), LUCIO MARCIO FILIPPO (console del 56 a.C.), LUCIO CANINIO GALLO (tribuno della plebe del 56 a.C.), TITO ANNIO MILONE (pretore del 55 a.C.), PUBLIO VATINIO (pretore del 55 a.C.), CAIO TREBONIO (tribuno della plebe del 55 a.C.), LUCIO MINUCIO BASILO (questore del 55 a.C.?), LUCIO DOMIZIO ENOBARBO (console del 54 a.C.), APPIO CLAUDIO PULCRO (console del 54 a.C. e censore del 50 a.C.), MARCO PORCIO CATONE il GIOVANE o UTICENSE (pretore del 54 a.C.), PUBLIO SERVILIO VAZIA ISAURICO (pretore del 54 a.C.), LUCIO ELIO TUBERONE (pretore del 54 a.C. ?), MARCO CONSIDIO NONIANO (pretore del 54 a.C. o del 50 a.C.?), LUCIO POSTUMIO (possibile pretore del 54 a.C. o del 50 a.C.?), MARCO LICINIO CRASSO (questore del 54 a.C.), GNEO DOMIZIO CALVINO (console del 53 a.C., è in esilio da Roma), MARCO VALERIO MESSALLA RUFO (console del 53 a.C.), PUBLIO AZZIO VARO (pretore del 53 a.C.?), MARCO CELIO VICINIANO (tribuno della plebe del 53 a.C.), CAIO LUCILIO IRRO (tribuno della plebe del 53 a.C.), MARCO GIUNIO BRUTO (questore del 53 a.C.), QUINTO CECILIO METELLO PIO SCIPIONE NASICA (console del 52 a.C.), MARCO NONIO SUFENATE (pretore del 52 a.C.?), CAIO SALLUSTIO CRISPO (tribuno della plebe del 52 a.C.), QUINTO POMPEO RUFO (tribuno della plebe del 52 a.C., è in esilio da Roma), SERVIO SULPICIO RUFO (console del 51 a.C., pompeiano non lascia l’Italia per seguirlo in Asia), CAIO ANTONIO (questore del 51 a.C.), TITO FURFANIO POSTUMO (questore del 51 a.C.), LUCIO MESCINO RUFO (questore del 51 a.C.), CANINI SALLUSTIO (questore del 51 a.C.), LUCIO EMILIO LEPIDO PAOLO (console del 50 a.C., neutrale nella Guerra Civile), CAIO CLAUDIO MARCELLO (console del 50 a.C.), CAIO TIZIO RUFO (pretore del 50 a.C.), MARCO LIVIO DRUSO CLODIANO (pretore del 50 a.C.), LUCIO SCRIBONIO LIBONE (pretore del 50 a.C.?), MANIO CURZIO PEDUCENO (pretore del 50 a.C.), MARCO OTTAVIO (edile curule del 50 a.C.), MARCO CELIO RUFO (edile curule del 50 a.C.), CAIO FURNIO (tribuno della plebe del 50 a.C.), LUCIO ANTONIO (questore del 50 a.C.), CAIO CELIO CALDO (questore del 50 a.C.), TITO ANTISTIO (questore del 50 a.C.), LUCIO CORNELIO LENTULO CRURE (console del 49 a.C.), CAIO CLAUDIO MARCELLO (console del 49 a.C.), MARCO EMILIO LEPIDO (pretore del 49 a.C.), MARCO FAVONIO (pretore del 49 a.C.), LUCIO ROSCIO FABATO (pretore del 49 a.C.), AULO ALLIENO (pretore del 49 a.C.), QUINTO VALERIO ORCA (pretore del 49 a.C.), PUBLIO RUTILIO LUPO (pretore del 49 a.C.), LUCIO MANLIO TORQUATO (pretore del 49 a.C.), CAIO SCRIBONIO CURIONE (propretore del 49 a.C.) †, FAUSTO CORNELIO SILLA (propretore del 49 a.C.), MARCO ANTONIO (tribuno della plebe del 49 a.C.), QUINTO CASSIO LONGINO (tribuno della plebe del 49 a.C.), CAIO CASSIO LONGINO (tribuno della plebe del 49 a.C.), LUCIO CECILIO METELLO (tribuno della plebe del 49 a.C.), LUCIO MARCIO FILIPPO (tribuno della plebe del 49 a.C.), CAIO VIBIO PANSA CETRONIANO (edile del 49 a.C.), TIBERIO CLAUDIO NERONE (questore del 49 a.C.), SESTO QUINTILIO VARO (questore del 49 a.C.), MARCIO RUFO (questore del 49 a.C.), LUCIO CECILIO [SPINTERE] RUFO, SERVIO SULPICIO RUFO (pompeiano, forse figlio del console del 51 a.C.), LICINIO CRASSO DAMASIPPO (pompeiano), QUINTO LUCREZIO VESPILLO, LUCIO RUBRIO, GNEO DOMIZIO CALVINO (omonimo del console del 53 a.C.)
 Senatori che seguono il proconsole Gneo Pompeo Magno in Asia (senatores, circa 200): GNEO POMPEO MAGNO (console del 70 a.C., console del 55 a.C. e console del 52 a.C.), MARCO TERENZIO VARRONE (propretore del 67 a.C.), MARCO TULLIO CICERONE (console del 63 a.C.), LUCIO LUCCEIO (pretore prima del 60 a.C.), LUCIO AFRANIO (console del 60 a.C.), MARCO CALPURNIO BIBULO (console del 59 a.C.), QUINTO MINUCIO TERMO (pretore del 58 a.C. e del 53 a.C. ?), CAIO CONSIDIO LONGO (pretore del 58 a.C.), TITO LABIENO (propretore del 58 a.C.), PUBLIO CORNELIO LENTULO SPINTERE (console del 57 a.C.), TITO ANNIO MILONE (pretore del 55 a.C.), LUCIO DOMIZIO ENOBARBO (console del 54 a.C.), APPIO CLAUDIO PULCRO (console del 54 a.C. e censore del 50 a.C.), MARCO PORCIO CATONE il GIOVANE o UTICENSE (pretore del 54 a.C.), CAIO CASSIO LONGINO (questore del 54 a.C.), PUBLIO AZZIO VARO (pretore del 53 a.C.?), CAIO LUCILIO IRRO (tribuno della plebe del 53 a.C.), MARCO GIUNIO BRUTO (questore del 53 a.C.), CAIO CLAUDIO MARCELLO (console del 50 a.C.), MARCO LIVIO DRUSO CLODIANO (pretore del 50 a.C.), LUCIO SCRIBONIO LIBONE (pretore del 50 a.C.?), LUCIO ANTONIO (questore del 50 a.C.), LUCIO CORNELIO LENTULO CRURE (console del 49 a.C.), CAIO CLAUDIO MARCELLO (console del 49 a.C.), MARCO FAVONIO (pretore del 49 a.C.), PUBLIO RUTILIO LUPO (pretore del 49 a.C.), LUCIO MANLIO TORQUATO (pretore del 49 a.C.), FAUSTO CORNELIO SILLA (propretore del 49 a.C.), CAIO CASSIO LONGINO (tribuno della plebe del 49 a.C.), SESTO QUINTILIO VARO (questore del 49 a.C.), LUCIO CECILIO [SPINTERE] RUFO, SERVIO SULPICIO RUFO (pompeiano, forse figlio del console del 51 a.C.), LICINIO CRASSO DAMASIPPO (pompeiano), QUINTO LUCREZIO VESPILLO, LUCIO RUBRIO
 Triumviri monetari (triumviri monetales, n° 3):
 Monetari (monetales):
 Pontefice massimo (pontifex maximus): CAIO GIULIO CESARE (patrizio, ha 52 anni, console del 59 a.C.)
 Pontefici (pontifices, n° 15): CAIO GIULIO CESARE (patrizio, ha 52 anni, console del 59 a.C.), MARCO PETREIO (pretore del 64 a.C.), LUCIO DOMIZIO ENOBARBO (plebeo, console del 54 a.C., pretore del 58 a.C.), QUINTO CECILIO METELLO PIO SCIPIONE NASICA (plebeo, console del 52 a.C.), MARCO EMILIO LEPIDO (patrizio, pretore del 49 a.C., futuro triumviro), CAIO SCRIBONIO CURIONE il GIOVANE (propretore del 49 a.C., tribuno della plebe del 50 a.C.)
 Auguri (augures, n° 15): LUCIO GIULIO CESARE (patrizio, console del 64 a.C.), MARCO VALERIO MESSALLA RUFO (patrizio, console del 53 a.C.), GNEO POMPEO MAGNO (plebeo, console del 70 a.C.), QUINTO CASSIO LONGINO (plebeo, futuro tribuno della plebe del 49 a.C.), CAIO CLAUDIO MARCELLO (pretore del 80 a.C.), MARCO TULLIO CICERONE (console del 63 a.C.), PUBLIO SERVILIO VAZIA ISAURICO (pretore del 54 a.C.) ?, FAUSTO CORNELIO SILLA (patrizio, propretore del 49 a.C., figlio del dittatore Lucio Cornelio Silla), MARCO ANTONIO (plebeo, questore del 52 a.C., futuro console del 44 a.C., da settembre, eletto per cooptazione al posto di Quinto Ortensio Ortalo), LUCIO MARCIO FILIPPO (plebeo, tribuno della plebe del 49 a.C., futuro pretore del 44 a.C., futuro console suffetto del 38 a.C.) ?
 Decemviri dei sacri riti (decemviri sacris faciundis, n° 15): PUBLIO CORNELIO DOLABELLA (futuro console suffetto del 44 a.C.),
 Septemviri epuloni (septemviri epulones, n° 7):
 Flamine Diale (di Giove, flamen maior Dialis):
 Flamine Marziale (di Marte, flamen maior Martialis):
 Flamine Quirinale (di Quirino o Romolo, flamen maior Quirinalis):
 Flamini minori (flamen Volcanalis, flamen Volturnalis, flamen Palatualis, flamen Furrinalis, flamen Floralis, flamen Carmentalis, flamen Cerialis, flamen Falacer, flamen Pomonalis, n° 9):
 Sali palatini (salii palatini, n° 6):
 Sali collini (salii collini, n° 6):
 Luperci (luperci): MARCO CELIO RUFO (plebeo, futuro pretore del 48 a.C.)
 Vestali (vestales, n° 6):

 Re di Meroe (Nubia) (rex): AMANIKHABALE ?
 Re (faroaone) dell’Egitto (dinastia dei Tolemei o Lagidi) [(rex) pharao]: TOLEMEO XII, (dinastia dei Tolemei o Lagidi) [(regina) pharao]: CLEOPATRA VII TEA FILOPATRICE (THEA PHILOPATOR) (che ama il padre)
 Re dei Parti (dinastia degli Arsacidi) (rex): ORODE II (ORODES)
 Principe dei Parti (princeps): PACORO (figlio di Orode II)
 Re della Cappadocia (dinastia degli Ariobarzanidi) (rex): ARIOBARZANE III EUSEBES PHILOROMAIOS
 Re della Tracia (rex): COTYS III
 Re del Bosforo Cimmerio (dinastia dei Mitridatidi) (rex): FARNACE II
 Re della Commagene (rex): ANTIOCO I THEOS DIKAIOS EPIFANE PHILOROMAIOS PHILLELENOS
 Re dei Galati (rex): DEIOTARO (tetrarca della Galazia, amico dei Romani, dai quali viene salutato col nome di re)
 Tetrarca della Galazia (tetrarches): DOMNILAO (alleato di Gneo Pompeo Magno)
 Re dell’Armenia (rex): ARTAVASDE I (alleato dei Romani)
 Principe della Numidia occidentale (princeps): MASSINISSA (vassallo di Bocco II)
 Principe della Numidia orientale (con capitale Cirta) (princeps): Giuba I (pompeiano, feudatario di Massinissa, figlio di Iempsale, re da settembre)
 Re della Mauritania occidentale (confine fiume Mulucha) (rex): BOGUDE
 Re della Mauretania orientale (confine fiume Mulucha) (rex): BOCCO II
 Re dei Traci (rex): COTO (alleato di Gneo Pompeo Magno)
 Principe tracio (princeps): SADALA (figlio di Coto)
 Re dei Daci (rex): BUREBISTAS
 Re dell’Osroène (rex): MA’NU II ALOHA
 Supremo magistrato massiliota (o marsigliese): APOLLONIDE
 Ammiraglio massiliota (o marsigliese): PARMENO, ERMONE (sostituisce Parmeno, comandante ala destra a Tauroento)
 Sommo sacerdote (guida) dei Giudei (sacerdos maximus):
 Imperatore della Cina [dinastia degli Han (Anteriori)] (imperator):

 (1 gennaio calendario romano) [6 dicembre calendario giuliano] Assumono la carica di consoli Caio Claudio Marcello (omonimo e primo cugino del console del 50 a.C. e fratello del console del 51 a.C.) e Lucio Cornelio Lentulo Crure, entrambi anticesariani. Nella seduta inaugurale del Senato il senatore Caio Scribonio Curione (tribuno della plebe del 50 a.C.), proveniente da Ravenna, consegna un messaggio del proconsole Caio Giulio Cesare. Obbligati dai tribuni della plebe i consoli leggono il messaggio ai senatori. Il proconsole Caio Giulio Cesare afferma: 1) non si può privarlo del diritto, conferitogli dal popolo romano, di andare al consolato senza consegnare la provincia e l’esercito; 2) avanza la proposta che si impegna a dimettersi dal comando e deporre spontaneamente tutti i poteri (imperium) se il proconsole Gneo Pompeo Magno farà altrettanto; 3) in alternativa offre di abbandonare il comando della Gallia Transalpina, di congedare le nove legioni e chiede di mantenere il governo della Cisalpina con due legioni finchè fosse stato nominato console; 4) chiede inoltre che la votazione avvenga a voto segreto. La proposta viene messa ai voti, come chiesto dal proconsole e respinta dal Senato aizzato dal console Lucio Cornelio Lentulo Crure e dal senatore consolare Quinto Cecilio Metello Pio Scipione (console del 52 a.C. e suocero di Gneo Pompeo Magno). Votano a favore solo i senatori Caio Scribonio Curione e Marco Celio Rufo (edile curule del 50 a.C.), i tribuni della plebe si astengono. I tribuni della plebe Marco Antonio e Quinto Cassio Longino mettono l’intercessio affinchè il voto senatorio non venga proclamato. Non sono presenti alla riunione il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.) che sbarcato a Brindisi dalla Cilicia il 24 novembre del 50 a.C. sta rientrando a Roma dalla Camapania, il proconsole Gneo Pompeo Magno che essendo rivestito di imperium sta fuori del pomerium.
 (1 gennaio calendario romano) [6 dicembre calendario giuliano] Sono ancora vivi ventiquattro consolari (ex consoli) di cui quattro in esilio e tre assenti da Roma. Gli esuli sono Caio Antonio Ibrida (console nel 63 a.C.), Aulo Gabinio (console nel 58 a.C.), Marco Valerio Messalla Rufo (console nel 53 a.C.), Gneo Domizio Calvino (console nel 53 a.C.).
 (2 gennaio calendario romano) [7 dicembre calendario giuliano] Seduta del Senato. Sono presenti e prendono la parola Marco Claudio Marcello (console del 51 a.C.), Quinto Cecilio Metello Pio Scipione (console del 52 a.C.), Marco Calidio (pretore del 57 a.C.), Marco Celio Rufo (edile del 50 a.C.) con varie proposte. Il console Publio Cornelio Lentulo Crure fa mettere ai voti la proposta che il proconsole Caio Giulio Cesare debba sciogliere l’esercito e se non lo avesse fatto avrebbe agito contro di esso. I tribuni della plebe Marco Antonio e Quinto Cassio Longino oppongono il veto tribunizio (ius intercedendi). Non sono presenti alla riunione il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.) che sbarcato a Brindisi dalla Cilicia il 24 novembre del 50 a.C. sta rientrando a Roma dalla Camapania, il proconsole Gneo Pompeo Magno che essendo rivestito di imperium sta fuori del pomerium.
 (3 e 4 gennaio calendario romano) [8 e 9 dicembre calendario giuliano] Sono dies comitiales, cioè giorni in cui si tengono i comizi popolari durante i quali non sono permesse riunioni senatorie.
 (inizio anno) Il governatore dell’Africa dell’anno 50 a.C. Caio considio Longo (pretore del 58 a.C.) lascia la provincia senza attendere l’arrivo del suo successore Lucio Elio Tuberone (pretore del 54 a.C.?). E’ sua intenzione presentarsi alle elezioni consolari per il 48 a.C.. Lascia il governo provvisorio al suo legato Quinto Ligario. La provincia dispone di una legione e di dieci vecchi vascelli da guerra che avevano preso parte alla guerra contro i Parti. Il propretore Lucio Elio Tuberone ritarda la partenza giustificandosi col Senato con il suo cattivo stato di salute.
 (4 gennaio calendario romano) [9 dicembre calendario giuliano] Il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.) Marco Tullio Cicerone arriva a Roma ma resta fuori delle mura (pomerium) perchè come proconsole della Cilicia del 50 a.C. intende chiedere al Senato il trionfo
 (5 gennaio calendario romano) [10 dicembre calendario giuliano] Si riunisce a Roma il Senato ma non sono presenti alla riunione: 1) il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.) perchè come proconsole della Cilicia del 50 a.C. intende chiedere al Senato il trionfo e quindi non può entrare entro le mura dell’Urbe (pomerium), il proconsole Gneo Pompeo Magno che essendo rivestito di imperium sta fuori del pomerium. Alla sera tutti i senatori pompeiani vengono convocati da Gneo Pompeo Magno fuori la città.
 (7 gennaio calendario romano) [12 dicembre calendario giuliano] Le proposte di mediazione di parecchi senatori tra cui Marco Tullio Cicerone e i consigli di prudenza di Marco Claudio Marcello (console nel 51 a.C.) non vengono ascoltate. Il Senato si riunisce ma non sono presenti alla riunione: 1) il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.) perchè come proconsole della Cilicia del 50 a.C. intende chiedere al Senato il trionfo e quindi non può entrare entro le mura dell’Urbe (pomerium), il proconsole Gneo Pompeo Magno che essendo rivestito di imperium sta fuori del pomerium. Prevale il partito intransigente composto dal console Publio Cornelio Lentulo Crure, dal senatore consolare Quinto Cecilio Metello Pio Scipione (suocero di Gneo Pompeo Magno e console del 52 a.C.) e dal senatore Marco Porcio Catone (pretore del 54 a.C.) ed il Senato decreta: 1) conferma del voto senatorio del 1 gennaio; 2) richiama il proconsole delle Gallie e nomina al suo al suo posto come proconsole il senatore consolare Lucio Domizio Enobarbo (console del 54 a.C.) con facoltà di arruolare 4.000 nuove reclute (Enobarbo attuerà questa disposizione probabilmente a Corfino); 3) Caio Giulio Cesare potrà presentare la candidatura al consolato per il 48 a.C. solo se presente a Roma. Dato che i tribuni della plebe plebe Marco Antonio e Quinto Cassio Longino oppongono il veto tribunizio, i consoli Caio Claudio Marcello e Lucio Cornelio Lentulo Crure mettono ai voti l’adozione di un Senato consulto ultimo (senatus consultum ultimum) che prevede: 1) potere illimitato ai consoli, a tutti gli altri magistrati in carica ed al proconsole Gneo Pompeo Magno col compito di curare ne quid res publica detrimenti caperet; 2) nomina il senatore consolare Lucio Domizio Enobarbo (console nel 54 a.C.) proconsole della Gallia Transalpina con facoltà di arruolare 4.000 nuove reclute; 3) se Caio Giulio Cesare non avesse deposto il comando sarebbe stato considerato come hostis rei pubblicae 4) presenza di Caio Giulio Cesare a Roma se vuole porre la candidatura a console del 48 a.C. I tribuni della plebe cesariani Marco Antonio e Quinto Cassio Longino che si oppongono di nuovo col veto vengono minacciati colla revoca della loro inviolabilità, viene ordinato loro di lasciare la sedia tribunizia ed abbandonare il Senato se vogliono evitare sanzioni. Marco Antonio accusa con violenza i senatori di attentare alla sacrosanta maestà del tribunato ed abbandona la seduta con Quinto Cassio Longino e Caio Scribonio Curione. Il decreto del senatus consultum ultimum viene registrato.
 (7 gennaio sera calendario romano) [12 dicembre sera calendario giuliano] Marco Antonio, Quinto Cassio Longino, Caio Scribonio Curione, devono fuggire da Roma travestiti da schiavi per salvare la vita. Correndo si dirigono a Ravenna per raggiungere il proconsole Caio Giulio Cesare ed informarlo dell’accaduto. NOTA Cesare non ha mai accettato la validità del Senato consulto ultimo perché esautora tutte le leggi vigenti e viola la legalità repubblicana. In particolare non accetterà quello del 7 gennaio che annullato dall’intercessio tribunizia, violava i plebisciti ancora in vigore e mai abrogati. Non si appella agli accordi (gentlemen agreement) del 60 a.C. e del 56 a.C. con Gneo Pompeo Magno che davano ad entrambi pari dignità.
 (8 e 9 gennaio sera calendario romano) [13 e 14 dicembre sera calendario giuliano] La sedute del Senato si tengono fuori le mura della città, presso il tempio di Bellona, affinche possa parteciparvi anche Gneo Pompeo Magno, proconsole rivestito di imperium e Marco Tullio Cicerone in attesa che gli venga decretato il trionfo sulla Cilicia. Vengono prese le seguenti disposizioni per la guerra in previsione di un rifiuto di Caio Giulio Cesare al decreto del senatus consultum ultimum ed altre decisioni operative: 1) il proconsole Gneo Pompeo Magno è incaricato di procedere ad un rapido reclutamento sino ad organizzare un esercito di 130.000 uomini in Italia. Il tesoro pubblico viene posto a sua disposizione, gli è concesso di imporre tributi alle città e di valersi anche dei beni dei templi e dei patrimoni privati; 2) nomina Quinto Cecilio Metello Pio Scipione (console del 52 a.C.) proconsole della Siria; 3) nomina propretore Fausto Silla (patrizio, pompeiano, figlio del dittatore Lucio Cornelio Silla e genero di Gneo Pompeo Magno) con l’incarico di recarsi presso l’alleato re numida Giuba I. Il tribuno della plebe Lucio Marcio Filippo si oppone alla proposta e pone il veto; 4) vengono assegnate le provincie pretorie; 5) Marco Tullio Cicerone in qualità di proconsole è tra coloro a cui il Senato affida l’attuazione del decreto sulla situazione di emergenza. Gneo Pompeo Magno lo nomina ispettore di una parte della Campania e delle coste e sovrintendente all’arruolamento e agli affari generali; 6) due ambasciatori, il pretore Lucio Roscio Fabato (tribuno della plebe del 55 a.C. e legato di Cesare nel 54 a.C.) e Lucio Giulio Cesare il Giovane [figlio di Lucio Giulio Cesare console nel 64 a.C. (lontano cugino di Cesare)] saranno mandati a Ravenna per comunicare ufficialmente a Caio Giulio Cesare i decreti del 7 gennaio.
 (11 gennaio calendario romano) [16 dicembre calendario giuliano] Il senatore consolare Lucio Domizio Enobarbo (console del 54 a.C.) arriva a Corfinium [Corfinio (Pentima?)], capitale dei Peligni, dove inizia a reclutare per il proconsole Gneo Pompeo Magno dodici coorti.
 (alba 12 gennaio calendario romano) [alba 17 dicembre calendario giuliano] Caio Giulio Cesare attraversa il piccolo fiume Rubicone (a nord di Rimini) confine tra la Gallia cisalpina e l’Italia con la Legio XIII pronunciando la frase “Andiamo dove ci chiamano gli dei e l’ingiustizia dei nemici. Il dado è tratto”. Per assicurarsi la fedeltà dei veterani della Legio XIII ed aumentare il loro spirito combattivo si presenta loro come una vittima ed un perseguitato dai suoi nemici che: 1) attentano alla sacralità dei tribuni della plebe, 2) mostra il suo testamento a favore di Gneo Pompeo Magno suo unico erede; 3) in caso di sua sconfitta avrebbero perso tutte le ricompense ottenute; 4) in caso di vittoria si sarebbe sdebitato verso quelli che l’avrebbero aiutato a vendicare il suo onore e salvare Roma dalla schiavitù. Ariminium (Rimini) viene occupata.
 (12 gennaio calendario romano) [17 dicembre calendario giuliano] Caio Giulio Cesare invia tre coorti della Legio XIII ad occupare Pisaurum (Pesaro), Fanum ed Ancona. Manda Marco Antonio con cinque coorti a conquistare Arretium (Arezzo) nell’Etruria e due le tiene per sé a Rimini. Arezzo è una piazza strategica importante perché controlla la via Cassia che si collega con la via Aurelia tra Pisa e Lini. Le legioni transalpine richiamate a rinforzo e che sarebbero arrivate tra circa quindici giorni potevano giungere senza attraversare le Alpi e raggiungere Caio Giulio Cesare passando per Arezzo.
 (14-15 gennaio calendario romano) [19-20 dicembre calendario giuliano] Caio Giulio Cesare è a Rimini con due coorti della Legio XIII a far nuove leve mentre il suo legato Marco Antonio con cinque coorti della Legio XIII occupa Arezzo. Pesaro, Fano ed Ancona sono occupate ciascuna da una coorte della Legio XIII.
 (17 gennaio calendario romano) [22 dicembre calendario giuliano] Arriva a Roma la notizia che Arezzo. Pesaro, Fano ed Ancona sono state occupate. Il proconsole Gneo Pompeo Magno convocato il Senato dichiara di non essere in grado di difendere la città e induce malgrado critiche e resistenze, magistrati e senatori ad abbandonare Roma e a seguirlo sul campo. Il Senato decreta di affidarsi a lui e di seguirlo in Campania insieme ai consoli. I senatori che sarebbero rimasti sarebbero stati considerati partigiani cesariani e quindi ribelli Il proconsole Gneo Pompeo Magno parte per Capua dove sono stanziate la Legio VI e la Legio XV per assumerne il comando insieme al console Publio Cornelio Lentulo Crure ed al tribuno della plebe Caio Cassio Longino (fratello del tribuno cesariano Quinto Cassio Longino).
 (17-18 gennaio calendario romano) [22-23 dicembre calendario giuliano] Arrivano a Rimini, mandati dal Senato e dal proconsole Gneo Pompeo Magno per comunicare a Caio Giulio Cesare ufficialmente i decreti del Senatoconsulto ultimo del 7 gennaio i senatori Lucio Roscio Fabato (pretore in carica) e Lucio Giulio Cesare il Giovane [figlio di Lucio Giulio Cesare (console del 64 a.C., cugino di Caio Giulio Cesare, legato cesariano nella Narbonese). Cesare comunica loro le sue seguenti controproposte: 1) rinnova il proposito di licenziare le sue legioni e di incontrare il proconsole Gneo Pompeo Magno per risolvere le controversie e porre la candidatura per il consolato del 48 a.C., 2) il proconsole Gneo Pompeo Magno avrebbe egualmente dovuto congedare le sue truppe e raggiungere la sua provincia di Spagna.
 (alba 18 gennaio calendario romano) [alba 23 dicembre calendario giuliano] Poco prima dell’alba il console Caio Claudio Marcello, molti patres (compreso Marco Tullio Cicerone) e nobiles con le loro famiglie abbandonano Roma e partono per Capua. Per la fretta viene lasciata dal console la maggior parte del tesoro pubblico situato nei sotterranei del tempio di Saturno.
 (20 gennaio calendario romano) [25 dicembre calendario giuliano] Il propretore cesariano Caio Scribonio Curione (tribuno della plebe del 50 a.C.) con le due coorti della Legio XIII di Rimini e quella di Pesaro occupa la cittadina di Iguvium (Gubbio). La guarnigione di cinque coorti, comandata dal pompeiano Quinto Minucio Termo (pretore del 58 a.C. e del 53 a.C.?), al suo avvicinarsi si era sciolta ed aveva disertato. e la diserzione delle sue cinque coorti.
 (22 gennaio calendario romano) [27 dicembre calendario giuliano] Il propretore Tito Labieno, il maggior collaboratore cesariano nei nove anni di campagna gallica, raggiunge il proconsole Gneo Pompeo Magno a Teano dopo aver defezionato da Caio Giulio Cesare. La gens Labiena infatti, originaria del Piceno, orbitava nella clientela della gens Pompeia.
 (23 gennaio calendario romano) [28 dicembre calendario giuliano] I senatori Lucio Roscio Fabato e Lucio Giulio Cesare giungono a Teanum Sidicinum (Teano) e fanno il resoconto della loro missione con i consoli Publio Cornelio Lentulo Crure e Caio Claudio Marcello ed il proconsole Gneo Pompeo Magno. Le controproposte di Caio Giulio Cesare vengono accettate. L’arresto della mobilitazione viene subordinato al licenziamento dell’armata cesariana ed all’abbandono delle città italiane occupate. Non viene fissata la data di partenza per la Spagna del proconsole Gneo Pompeo Magno. I senatori Marco Porcio Catone e Marco Tullio Cicerone sono inclini alla pace a qualsiasi prezzo mentre il senatore Marco Favonio (pretore in carica) è per la guerra. I senatori Lucio Roscio Fabato e Lucio Giulio Cesare ritornano da Caio Giulio Cesare.
 (23 gennaio calendario romano) [28 dicembre calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno parte da Capua con la Legio VI e la Legio XV per Lucera. I consoli Publio Cornelio Lentulo Crure e Caio Claudio Marcello rimangono nella città.
 (24 gennaio calendario romano) [29 dicembre calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno è a Venafrum (Venafro) dove trascorre la notte.
 (25 gennaio calendario romano) [30 dicembre calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno giunge a Larino con le sue truppe e pone il campo. Invia a Capua il tribuno della plebe Caio Cassio Longino per invitare i consoli Publio Cornelio Lentulo Crure e Caio Claudio Marcello a rientrare a Roma per prendere il tesoro pubblico.
 (1-3 febbraio) Caio Giulio Cesare ritira le coorti della Legio XIII dai presidi di Fano ed Ancona, invade il Piceno e marcia verso Auximum (Osimo) occupata dal presidio del pompeiano Publio Azzio Varo (pretore del 53 a.C.) dopo aver respinto, forse ad Ancona, le proposte senatorie riferitegli dai senatori Lucio Roscio Fabato e Lucio Giulio Cesare. Publio Azzio Varo fugge da Osimo per dirigersi in Africa, dopo la defezione dei suoi soldati. La cittadina viene occupata da Caio Giulio Cesare che lascia poi libero il centurione primipilo pompeiano Lucio Pupio.
 (forsr 4 febbraio calendario romano) [forse 7 gennaio calendario giuliano] I legionari della Legio XIII occupano la cittadina picena di Cingulum (Cingoli).
 (5 febbraio calendario romano) [8 gennaio calendario giuliano] I legionari della Legio XIII occupano la cittadina picena di Firmum (Fermo). La veterana Legio XII proveniente a marce forzate da Matisco (Macôn), cittadina edua della Celtica, si unisce con la Legio XIII.
 (6 febbraio calendario romano) [9 gennaio calendario giuliano] I legionari della Legio XII e della Legio XIII occupano la cittadina picena di Truentum (Civitella del Tronto).
 (6 febbraio calendario romano) [9 gennaio calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno parte da Larino per Lucera e chiede al senatore Lucio Domizio Enobarbo (console del 54 a.C.) di ritirarsi dalla città di Corfinum (capitale dei Peligni che domina la via Valeriana che collega Roma con il mare Adriatico) con le dodici coorti reclutate tra i Peligni (feudo della gens Domitia Aenobarba) e con le sei coorti il senatore Caio Lucilio Irro (tribuno della plebe del 53 a.C.) comandante del presidio di Camerino stava trasferendo in Umbria.
 (6 febbraio calendario romano) [9 gennaio calendario giuliano] Informato che Caio Giulio Cesare ha occupato Truentum e si dirigerà verso Ascoli Piceno il comandante del presidio, il pompeiano Publio Cornelio Lentulo Spintere (console del 57 a.C.), lascia la città con le dieci coorti ma viene abbandonato dalla parte dei soldati.
 (7 febbraio calendario romano) [10 gennaio calendario giuliano] I consoli Publio Cornelio Lentulo Crure e Caio Claudio Marcello rifiutano di ritornare a Roma e subordinano il ritorno all’occupazione del Piceno da parte del proconsole Gneo Pompeo Magno.
 (7 febbraio calendario romano) [10 gennaio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare con i legionari della Legio XII e della Legio XIII occupa la citta picena di Ausculum (Ascoli Piceno). Al suo avvicinarsi la maggior parte dei soldati del presidio di dieci coorti della città abbandona il comandante pompeiano Publio Cornelio Lentulo Spintere (console del 57 a.C.) che si dà alla fuga.
 (8 febbraio calendario romano) [11 gennaio calendario giuliano] Arriva a Corfinio il senatore pompeiano Publio Cornelio Lentulo Spintere (console del 57 a.C.) con tredici coorti composte: 1) dalle poche che era riuscito a riportare da Ascoli Piceno; 2) dalle sei coorti di Camerino del senatore Caio Lucilio Irro incontrato strada facendo; 3) dalle sette coorti arruolare nel Piceno dal pompeiano prefetto dei genieri Lucio Vibullio Rufo.
 (9 febbraio calendario romano) [12 gennaio calendario giuliano] Lucio Domizio Enobarbo decide di non abbandonare Corfinio il 9 febbraio come ha comunicato al proconsole Gneo Pompeo Magno. Può contare ora su un esercito di trentatre coorti (le venti da lui arruolate tra i Peligi, i Marsi, Alba Fulcente, regioni limitrofe e le tredici coorti portategli da Publio Cornelio Lentulo Spintere)
 (11 febbraio mattina calendario romano) [14 gennaio mattina calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno comunica al senatore consolare Marco Tullio Cicerone in Campania che Lucio Domizio Enobarbo gli aveva comunicato di lasciare Corfinio all’alba del 9 febbraio.
 (11 febbraio pomeriggio calendario romano) [14 gennaio pomeriggio calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno, informato da un corriere di Lucio Vibullio Rufo sulla sua presenza a Corfinio, chiede di nuovo a Lucio Domizio Enobarbo di lasciare Corfinio. se poi non avesse inteso abbandonare la città doveva inviare a Lucera le truppe di Lucio Vibullio Rufo e quelle di Caio Lucilio Irro indipendenti dalla sua autorità.
 (14 febbraio calendario romano) [17 gennaio calendario giuliano] Lucio Domizio Enobarbo, comandante delle forze pompeiane di Corfinio, manda a dire al proconsole Gneo Pompeo Magno che per il momento controlla i movimenti di Caio Giulio Cesare e che abbandonerà la città solo se Cesare invece di marciare sul Sannio dovesse avanzare lungo la costa. Divide poi le sue trentatre coorti inviandone sei ad Alba Fulcente al comando del pretore Lucio Manlio Torquato, sette a Sulmona e le rimanenti venti di presidio a Corfinio.
 (15 febbraio calendario romano) [18 gennaio calendario giuliano] ] Lucio Domizio Enobarbo ordina ai suoi soldati di abbattere il ponte sul fiume Aterno (4,5 chilometri a nord di Corfinio) ma mentre stanno eseguendo l’operazione le cinque coorti pompeiane vengono fermate e respinte dall’avanguardia cesariana. Caio Giulio Cesare passa col resto della truppa (Legio XII e Legio XIII) sulla riva destra del fiume e mette il campo a sud della città e vicino alle sue mura per impedire i collegamenti con Sulmona e Gneo Pompeo Magno.
 (15 febbraio calendario romano) [18 gennaio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare manda il legato Marco Antonio con cinque coorti della Legio XIII a Sulmona (lontana sette miglia da Corfino) presidiata dal senatore pompeiano Quinto Lucrezio e da Azzio Peligno con sette coorti. La città apre le porte ai cesariani e Azzio Peligno è fatto prigioniero. Cesare lo fa rilasciare ed ingloba i suoi soldati nel suo esercito.
 (metà febbraio) Il proconsole Gneo Pompeo Magno invia a Brindisi due coorti come avanguardia e richiama verso la città tutti i contingenti italiani. Manda a chiedere navi a tutti gli alleati, vassalli di Roma e alle province romane orientali. Arriveranno navi da Cipro, Rodi, Coo, Mileto, Smirne, Chio, Lesbo, Bisanzio, Alessandria d’Egitto, Tiro, Sidone e dal porto siriano di Aradus.
 (16 febbraio calendario romano) [19 gennaio calendario giuliano] Giunge a Corfinio a marce forzate la veterana Legio VIII proveniente da Matisco (Macôn), cittadina edua della Celtica, con 300 cavalieri offerti dal re del Norico e le ventidue coorti reclutate rapidamente nella Cisalpina. In soli dodici giorni l’organico militare cesariano passa da dieci a cinquantanove coorti di cui trenta di veterani della guerra gallica, ventidue coorti cisalpine e le sette si Sulmona passate alla sua causa. Cesare fa porre un secondo campo dall’altra parte della città al comando del legato propretore Caio Scribonio Curione. Lucio Domizio Enobarbo dispone per la difesa della città di venti coorti.
 (18 febbraio calendario romano) [21 gennaio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare fa iniziare a costruire una fortificazione di accerchiamento (vallo) attorno a Corfinio lunga otto chilometri attorno a Corfinio. Il proconsole Gneo Pompeo Magno riceve a Luceria le richieste di aiuto di Gneo Domizio Enobarbo ma decide di non intervenire e lo invita con un messaggio scritto a disimpegnarsi. Lascia poi Luceria con i consoli e le due legioni in direzione di Canosa e Brindisi per orgenizzare l’imbarco.
 (19 febbraio calendario romano) [22 gennaio calendario giuliano] Gneo Domizio Enobarbo, letta la risposta di non intervento di Gneo Pompeo Magno, abbandonato al suo destino pensa solo a salvare la vita e ad abbandonare i soldati della guarnigione che si rifiutano di combattere. I legionari cesariani stanno per terminare i lavori di fortificazione che cingono Corfinio
 (20 febbraio calendario romano) [23 gennaio calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno giunge a Canosa.
 (20 febbraio calendario romano) [23 gennaio calendario giuliano] Gneo Domizio Enobarbo viene imprigionato dai suoi soldati. .
 (21 febbraio calendario romano) [24 gennaio calendario giuliano] Caduta di Corfinio. Prima dell’alba il senatore consolare Publio Cornelio Lentulo Spintere va a parlamentare con Caio Giulio Cesare che promette di non fare rappresaglie e il saccheggio in cambio della resa senza combattimenti della città. Lentulo ritorna in città che poco dopo si arrende. All’alba i legionari cesariani entrano in Corfinio e vengono fatti prigionieri il senatore consolare Lucio Domizio Enobarbo (console del 54 a.C.), il senatore consolare Publio Cornelio Lentulo Spintere (console del 57 a.C.), il senatore Lucio Cecilio [Spintere] Rufo, il senatore Sesto Quintilio Varo (questore in carica), il senatore Lucio Rubrio. Cesare dona a tutti loro la liberta, fa restituire a Lucio Domizio Enobarbo i sei milioni di sesterzi che aveva depositato in città e fa giurare alle venti coorti arruolate in Umbria e nel Piceno (presso Marsi e Peligni) fedeltà alla sua causa.
 (21 febbraio calendario romano) [24 gennaio calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno parte da Canosa.
 (21 febbraio pomeriggio calendario romano) [24 gennaio pomeriggio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare lascia Corfinio con l’esercito (52 coorti) per inseguire proconsole Gneo Pompeo Magno.
 (22 febbraio calendario romano) [25 gennaio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare spedisce via terra in Sicilia il propretore Caio Scribonio Curione con le venti coorti di Corfinio passate alla sua causa..
 (22-26 febbraio) Caio Giulio Cesare attraversa il paese dei Marruccini, Frentani, Larinati per raggiungere l’Apulia (odierna Puglia). Il pretore pompeiano Lucio Manlio Torquato abbandona Alba Fulcente con le sei coorti di presidio che poi defezionano e passano alla causa cesariana. Il pretore pompeiano Publio Rutilio Lupo abbandona Terracina con le tre coorti di presidio attraverso la via Minucia ma queste defezionano presso il prefetto della cavalleria cesariano Vibio Curio. Viene imprigionato e rilasciato Numerio (o Nigidio) Magio comandante del genio pompeiano col compito di recare proposte al proconsole Gneo Pompeo Magno.
 (25 febbraio calendario romano) [28 gennaio calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno, i consoli Caio Claudio Marcello e Lucio Cornelio Lentulo Crure con la Legio VI e la Legio XV (che vengono rinominate Legio I e Legio III) giungono a Brindisi situata su un istmo.
 (dopo il 25 febbraio) Sono già arrivate nella rada di Brindisi le prime navi da trasporto truppe. ] Il proconsole Gneo Pompeo Magno passa in rassegna il suo esercito che è aumentato fino a cinquanta coorti (circa 30.000 uomini).
 (febbraio-marzo) Il legato propretore pompeiano Publio Azzio Varo (pretore del 53 a.C.?) in fuga da Osimo sbarca nella provincia d’Africa che aveva governato nel 52 a.C. e la trova senza governatore in quanto Lucio Elio Tuberone (pretore del 54 a.C.) non era ancora arrivato. Prende il comando autonomamente togliendolo a Quinto Ligario e recluta due nuove legioni per la difesa.
 (1 marzo calendario romano) [1 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare arriva ad Arpi e fa riposare le truppe.
 (inizi di marzo) Caio Giulio Cesare in una lettera a Caio Oppio, semplice cavaliere ma uomo di grande cultura e raffinato letterario, che verrà ampiamente divulgata afferma che non imiterà Lucio Cornelio Silla nei riguardi dei suoi nemici.
 (4 marzo calendario romano) [4 febbraio calendario giuliano]) Il proconsole Gneo Pompeo Magno fa partire coi consoli in carica Lucio Cornelio Lentulo Crure e Caio Claudio Marcello, i senatori che lo hanno seguito e le prime trenta coorti (tre legioni) verso Dyrrachium (Durazzo) e con le altre venti si appresta a difendere Brindisi dagli imminenti attacchi di Caio Giulio Cesare in attesa del ritorno della flotta dall’Illirico.
 (5-8 marzo calendario romano) [5-8 febbraio calendario giuliano]) Il proconsole Gneo Pompeo Magno organizza la difesa della città e la fortifica con opere innovative di ingegneria militare. Blocca le porte, le strade di accesso alla città con valli e pali appuntiti e le due strade che dalla città conducono al porto.
 (9 marzo calendario romano) [9 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare giunge in vista del porto di Brindisium (Brindisi) con 61 coorti (la Legio VIII, la Legio XII e la Legio XIII composte da veterani della Guerra Gallica, 22 coorti della Gallia Cisalpina e nove coorti di truppe pompeiane passate dalla sua parte). Dispone poi delle 20 coorti incamerate con la conquista di Corfinio che si stanno avviando verso la Sicilia. Fa subito mettere il campo trincerato e si rende conto che la città non può essere presa d’assalto.
 (10-17 marzo calendario romano) [10-17 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare procede coi lavori per sbarrare l’ingresso del porto con un sistema di dighe e zattere sovrapposte ma il proconsole Gneo Pompeo Magno le distrugge con delle navi munite di torri a tre piani. procede coi lavori per bloccare il porto di Brindisi. Tenta poi continuamente di rallentare e constrastare i lavori dei genieri e legionari cesariani. Caio Giulio Cesare manda il legato Caio Caninio Rebilo (futuro pretore del 48 a.C.) dal pompeiano suo intimo e parente Lucio Scribonio Libone (pretore del 50 a.C.) per esortarlo a fare da mediatore con Gneo Pompeo Magno. Entrambi gli emissari si recano da Pompeo e Caio Caninio Rebilo riferisce che Cesare vuole trattare una tregua d’armi e fissare un colloquio sul futuro della Repubblica. Il proconsole risponde loro che in assenza dei consoli non ha il potere per trattare.
 (17 marzo sera calendario romano) [17 febbraio sera calendario giuliano] La flotta pompeiana, tornata dalla base illirica di Durazzo entra nel porto di Brindisi, il cui ingresso è ancora praticabile per 175 metri sui 350 metri iniziali ed inizia l’operazione di salvataggio. il proconsole Gneo Pompeo Magno lascia la difesa della città ad arcieri e frombolieri mentre le venti coorti rimanenti si imbarcano sulla flotta. Appena la flotta salpa le truppe leggere abbandonano velocemente la difesa della città e si imbarcano per ultime su piccole e veloci imbarcazioni. Passano l’Adriatico con Gneo Pompeo Magno i consolari Marco Calpurnio Bibulo (console nel 59 a.C.) e Lucio Domizio Enobarbo (console nel 54 a.C.), Publio Cornelio Lentulo Spintere (console nel 57 a.C.), Appio Claudio Pulcro (console nel 54 a.C. e censore in carica) influente per le sue conoscenze, Quinto Cecilio Metello Pio Scipione (console nel 52 a.C.), Marco Claudio Marcello (console nel 51 a.C.), Caio Claudio Marcello (console nel 50 a.C.) e Marco Porcio Catone futuro Uticense (pretore del 54 a.C.). Tutti costoro nel 43 a.C. per vari motivi risulteranno tutti morti tranne il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.).
 (18 marzo calendario romano) [18 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare entra a Brindisi priva di difensori pompeiani e riesce a catturare due piccoli convogli ritardatari. Non disponendo di una flotta per inseguire il nemico decide di ritornare a Roma senza aspettare le navi che sarebbero arrivate da Messina, dal Piceno e dalla Gallia. Dispone che vada in Sardegna con una legione il legato Quinto Valerio Orca (pretore del 57 a.C.) contro il pretore pompeiano Marco Aurelio Cotta, vada in Sicilia (col compito di passare poi in Africa) con tre legioni (le 20 coorti di Corfinio erano già in marcia verso l’isola) il legato propretore Caio Scribonio Curione contro il pompeiano Marcio Porcio Catone (pretore del 54 a.C.), vada in Africa Lucio Elio Tuberone (pretore del 54 a.C.?). Ordina ai duumviri di ogni municipio di procurarsi navi e farle pervenire a Brindisi. Fa dislocare le legioni nei municipi vicini per farle riposare. NOTA Si pùò presumere che le tre legioni (Legio VIII, Legio XII, Legio XIII) ricevano quasi subito l’ordine di partire per la Gallia Narbonese.
 (marzo) Non lasciano l’Italia il senatore consolare Servio Sulpicio Rufo (console nel 51 a.C. e ancora vivo nel 43 a.C.), il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.) ed il senatore consolare e censore in carica Lucio Calpurnio Pisone Cesonino (console nel 58 a.C. e suocero di Caio Giulio Cesare).
 (19 marzo calendario romano) [19 febbraio calendario giuliano] Il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.) accetta il ruolo di intermediario dopo essere stato contattato da Caio Giulio Cesare tramite amici comuni per una mediazione col proconsole Gneo Pompeo Magno. E’ troppo tardi perché il proconsole è già salpato da Brindisi da due giorni.
 (25 marzo calendario romano) [25 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare è a Benevento.
 (26 marzo calendario romano) [26 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare è a Capua.
 (27 marzo calendario romano) [27 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare è a Sinuessa. Scrive al senatore consolare Marco Tullio Cicerone esortandolo a tornare a Roma bisognosa dei suoi consigli.
 (28 marzo calendario romano) [19 febbraio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare è a Formia. Incontra il senatore consolare Marco Tullio Cicerone e insiste perché torni a Roma ma questi gentilmente rifiuta preferendo mantenersi neutrale.
 (primavera) Il governatore dell’Africa Lucio Elio Tuberone arriva nel porto di Utica per prendere possesso della provincia ma Publio Azzio Varo gli impedisce l’accesso al porto e non consente lo sbarco del giovane Tuberone malato. Il governatore leva le ancore e si allontana dalla zona.
 (31 marzo) Caio Giulio Cesare giunge a Roma.
 (1 aprile calendario romano) [3 marzo calendario giuliano] Caio Giulio Cesare incontra i senatori romani rimasti nell’Urbe convocati dai tribuni della plebe Marco Antonio e Quinto Cassio Longino. Non tutti i patres però vanno all’assemblea che di fatto si tramuta in conciliaboli tra i presenti. Cesare non accusa e non minaccia ed invece delle previste punizioni e prescrizioni la sua parola d’ordine è clemenza. Libera i prigionieri ed è molto indulgente con i senatori rimasti. Propone di inviare al proconsole Gneo Pompeo Magno una ambasceria senatoria per cercare la pace.
 (2 aprile) Caio Giulio Cesare stanco del non decisionismo senatorio decide di governare Roma senza il loro aiuto. Soffoca le proteste della plebaglia con lo spiegamento del suo apparato militare e poi parla al popolo romano e ai senatori rimasti.
 (4 aprile) Caio Giulio Cesare cerca con un colloquio fuori dall’Urbe di portare Marco Tullio Cicerone alla sua causa o almeno la sua neutralità ma non vi riesce.
 (2-6) Caio Giulio Cesare attua una serie di misure atte a prevenire la penuria di approvvigionamenti per l’Urbe a seguito del blocco navale pompeiano. Fa trasportare grano in fretta dalle isole, promette 75 denari ad ogni plebeo informa che aveva ordinato a Brindisi ai suoi legati l’occupazione province produttrici di grano Sardegna, Sicilia ed Africa. Ottiene poi mediante plebisciti il permesso legale di occupare le province produttrici di grano Sardegna, Sicilia ed Africa.
 (2-6 aprile) Approvazione a Roma dai comizi tributi con un plebiscito la lex Roscia, proposta (rogatio) dal pretore Lucio Roscio Fabato. Estende il diritto di cittadinanza romana a tutta l’Italia compresa la Gallia Cisalpina (Gallia Togata) e la Transpadania. Sarà così possibile effettuare leve tra i cittadini Transpadani. La Cisalpina però di fatto continuerà a formare una provincia distinta fino al 42 a.C.
 (2-6 aprile) Approvazione a Roma dai comizi tributi con un plebiscito della lex che autorizza Caio Giulio Cesare a prelevare tutto il tesoro pubblico custodito sotto il tempio di Saturno ammontante a 15.000 lingotti d’oro (circa 13,5 tonnellate), 30.000 lingotti d’argento (circa 114 tonnellate) e 40 milioni di sesterzi per finanziare l’acquisto di grano per Roma, cui Gneo Pompeo Magno intende con le sue flotte impedire i rifornimenti e la guerra contro Gneo Pompeo Magno stesso. L’effrazione dell’edificio del Tesoro in cui si conserva l’erario dello Stato (aerarium sanctus) è l’unica violenza (ma legale) commessa da Caio Giulio Cesare malgrado le proteste del tribuno della plebe Lucio Cecilio Metello che aveva cercato di mettere l’intercessio affermando che il tesoro poteva essere prelevato solo in caso di pericolo gallico. Cesare minaccia di giustiziarlo sottolineando che gli è più difficile parlarne che farlo, il tribuno Metello desiste.
 (7 aprile calendario romano) [9 marzo calendario giuliano] Caio Giulio Cesare lascia Roma, dopo aver liberato il principe ebreo Aristobulo, per portare la guerra in Spagna dove i pompeiani dispongono di sette legioni e corpi ausiliari. Lascia il governo dell’Urbe al pretore urbano Marco Emilio Lepido (il futuro triumviro) un suo fedelissimo che in assenza dei consoli esercita legalmente la sua attività mentre Marco Antonio (tribuno della plebe in carica) con l’esercito avrebbe difeso l’Italia. Affida la difesa della Cisalpina al legato Marco Licinio Crasso (questore del 54 a.C.) e la difesa dell’Illirico al legato Caio Antonio (tribuno della plebe in carica). Nomina ammiraglio comandante dell’armata adriatica (flotta) in via di costituzione Publio Cornelio Dolabella (futuro console suffetto del 44 a.C.) e ammiraglio comandante dell’armata tirrenica (flotta) in via di costituzione Ortensio per difendere le coste della penisola.
 (aprile) Caio Giulio Cesare ordina al legato Caio Fabio Adriano (pretore del 58 a.C.), che aveva svernato nella Narbonese con tre legioni veterane (la Legio IX, la Legio XI e la Legio XIV) di partire per la Spagna e di occupare i passi pirenaici presidiati dalle truppe del legato pompeiano Lucio Afranio.
 (aprile calendario romano) [marzo calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Fabio Adriano attraversa i monti Pirenei per il passo del Perthus. Il legato pompeiano della Spagna Citeriore Lucio Afranio (console del 60 a.C.) con tre legioni ed il legato pompeiano della Spagna Ulteriore, dal valico di Castulo all’Anas, Marco Petreio (pretore del 64 a.C., il vincitore di Pistoia) con due legioni anziché attaccarlo congiuntamente lo aspettano a sud del fiume Ebro forse seguendo le direttive del proconsole Gneo Pompeo Magno portate loro dal praefectus fabrum Lucio Vibullio Rufo il transfuga di Corfinio. Il legato pompeiano della Lusitania Marco Terenzio Varrone (propretore del 67 a.C.) con due Legio Vernacula (composte da provinciali) ha il compito di controllare la Lusitania e la parte della Ulteriore dall’Anas al territorio dei Vettoni.
 (19 aprile) Caio Giulio Cesare con le veterane Legio VIII, la Legio XII e la Legio XIII supera le Alpi per la “Cornice” combattendo e battendo i Liguri di Albintimilium (Ventimiglia) e giunge a Massilia (Marsiglia) ma la città greca, eterna alleata romana, gli chiude le porte. Ufficialmente la città vuole mantenersi neutrale nella guerra in corso tre cesariani e pompeiani avendo da entrambi ricevuto benefici e concessioni territoriali [da Caio Giulio Cesare aveva ottenuto terre dei Salii (tribù della Narbonese) e da Gneo Pompeo Magno venti anni prima terre degli Elvii del Vivarais (tribù della Narbonese) e dei Volsci di Nîmes (tribù della Narbonese)]. Ufficiosamente però Marsiglia vede nel conquistatore della Gallia il responsabile della sua futura rovina economica e dei commerci con la Gallia e la Bretagna. I Marsigliesi avevano già ammassato grano in città, avevano organizzato fabbriche

NEXT: 49 b.C. ALEA IACTA EST (second part) - (* Velthur Valerius, - posted: Nov 4, 2005 - 15:25 )
PREV: Irregolatità costituzionali of Caius Iulius Caesar - (* Velthur Valerius, - posted: Oct 29, 2005 - 14:32 )

Copyright 2002 AncientWorlds LLC | Code of Conduct | Contact Us: feedback@ancientworlds.net | The AncientWorlds Staff