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Message: The battle of Telamon (Talamone)
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Author: * Velthur Valerius - 186 Posts
Date: Apr 23, 2003 - 07:50

- 225 a.C. -
Anno 529 della fondazione di Roma
Anno 285 della Repubblica romana
Anno 4° della Olimpiade 138 (Ol. 138.4)
Anno 87 dei Seleucidi (o era seleucida)
Anno 1 della Guerra Gallica
Anno 683 della nazione etrusca (7° saeculum)

·Consules (n° 2): CAIO ATILIO REGOLO † (patrizio, figlio del console del 256 a.C., in Sardegna con 2 legioni), LUCIO EMILIO PAPO [patrizio, figlio del console del 282 a.C., nella Gallia Cisalpina (Rimini) con 2 legioni]

·Censores (n° 2): CAIO CLAUDIO CENTONE (patrizio, console del 240 a.C.), MARCO GIUNIO PERA (patrizio, console del 230 a.C.)

·Praetor urbanus: (a Roma con 4 legioni)

·Praetor peregrinus: (a far leve in Etruria e nella Sabina)

·Praetor della Sicilia (1^ Provincia): [con 2 legioni (presidia anche la Magna Grecia)]

·Praetor della Sardegna e della Corsica (2^ Provincia):

·Aediles curules (n° 2):
·Aediles plebis (n° 2):
·Tribuni plebis (n° 10):
·Quaestores (n° 4):
·Quaestores classici (n° 4):

·Comandante della cavalleria romana nella battaglia di Telamone: CAIO ATILIO REGOLO † (console in carica)

·Duumviri navali (n° 2):
·Tribuni militum (n° …):

·Princeps senatus:

·Senatores (n° 300): LUCIO CECILIO METELLO (console del 251 a.C. e del 247 a.C.), NUMERIO FABIO BUTEONE (console del 247 a.C.), MARCO FABIO BUTEONE (console del 245 a.C., censore del 241 a.C.), CAIO CLAUDIO CENTONE (console del 240 a.C. e censore del 225 a.C.), QUINTO FULVIO FLACCO (console del 237 a.C.), LUCIO CORNELIO LENTULO CAUDINO (console del 237 a.C.), TITO MANLIO TORQUATO (console del 235 a.C.), LUCIO POSTUMIO ALBINO (console del 234 a.C. e del 229 a.C.), MARCO POMPONIO MATONE (console del 233 a.C. e del 231 a.C.), QUINTO FABIO MASSIMO VERRUCOSO CUNCTATOR (console del 233 a.C., del 228 a.C.), MARCO GIUNIO PERA (console del 230 a.C., censore del 225 a.C.), MARCO ATILIO REGOLO (console del 227 a.C.), CAIO FLAMINIO NEPOTE (pretore del 227 a.C.), LUCIO EMILIO PAPO (console del 225 a.C.), CAIO ATILIO REGOLO (console del 225 a.C.) †,

·Pontifex maximus: LUCIO CORNELIO LENTULO CAUDINO (console del 237 a.C.)

·Pontefices (n° 9):

·Augures (n° 9): QUINTO FABIO MASSIMO VERRUCOSO CUNCTATOR (console del 233 a.C., del 228 a.C.),

·Decemviri sacris faciundis(n° 10):
·Flamen Dialis (di Giove) (flamen maior):
·Flamen Martialis (di Marte) (flamen maior):
·Flamen Quirinalis (di Quirino) (flamen maior):
·Flamines minori (n° 12):
·Salii palatini (n° 6):
·Salii collini (n° 6):
·Vestales (n° 4):

- Re di Meroe (Nubia): ARNEKHAMANI

- Re (faroaone) dell’Egitto (dinastia dei Tolemei o Lagidi): TOLEMEO III EVERGETE (EUERGETES) (Benefattore)

- Re della Macedonia (dinastia degli Antigonidi): FILIPPO V (ha 12 anni)

- Reggente della Macedonia (dinastia degli Antigonidi): ANTIGONO III DOSONE (DOSON)

- Re della Siria (dinastia dei Seleucidi): SELEUCO III SOTERE CERAUNO (SOTER KERAUNOS)(Salvatore)

- Re dei Parti (dinastia degli Arsacidi): TIRIDATE I (ARSACE II)

- Re di Pergamo (dinastia degli Attalidi): ATTALO I SOTERE (SOTER) (Salvatore) (ha 44 anni)

- Signore della Cappadocia: ARIARATE III

- Re della Bitinia: PRUSIA I lo ZOPPO

- Re del Ponto (dinastia dei Mitritatidi): MITRIDATE III

- Re dell’Illiria (nominalmente tra il canale della Brazza ed Alessio): PINNES (minorenne figlio di Agrone)

- Signore di [Lisso (Alessio) e Faro] (Illiria): DEMETRIO di Faro (alleato della Macedonia)

- Re della Battriana:
- Re dei Galli Gesati (Transalpini): CONCOLITANO, ANEROESTO †

- Re di Sparta (n° 2) (dinastia degli Euripontidi):
(dinastia degli Agiadi): CLEOMENE III, EUCLIDE

- Strateghi di Atene (n° 10, compreso l’autocrator): (amica di Roma, non alleata)

- Capo della Lega achea: ARATO di Sicione

- Tiranno di Siracusa: IERONE II

- Comandante (stratego) dei Cartaginesi in Spagna: ASDRUBALE

- Inizio del periodo Ellenistico dell'arte etrusca.

- (inizio anno) Inizio dell’ultima grande GUERRA GALLICA combattuta in Italia. I Galli della Cisalpina si stringono in una Lega che unisce i Boi, Insubri, Lingoni, Taurini e gente a loro affine come i Salassi, i Taurisci (non quelli del Norico) e gli Agoni. Chiamano in Italia i connazionali transalpini Gesati per muover guerra a Roma. Sono alleati di Roma i Veneti (tra cui i Patavini) e i Galli Cenomani (abitanti intorno a Brescia, Verona tra l’Oglio , l’Adige e il Po) nemici dei prepotenti vicini Insubri.

- (inizio anno) Roma fa leva di quattro legioni (40.000 uomini e 2.400 cavalli tra cittadini ed alleati) destinate ai due consoli.

- (primavera) Trattato dell’EBRO. Terminano le trattative in Spagna tra gli ambasciatori romani e Asdrubale per un nuovo accordo tra le due repubbliche. Roma ha molto insistito preoccupata dall’approssimarsi della guerra gallica di una alleanza punicco-celtica. Asdrubale firma e giura il trattato che gli sembra proficuo per Cartagine e i cui termini sono:
1) conferma dei propositi di pace e d’amicizia tra le due repubbliche;
2) alla Spagna sembra non si accenna se non per stabilire che i Cartaginesi non avrebbero potuto oltrepassare a scopo di guerra il fiume Ebro;
3) si tace anche delle città greche in Spagna. Ne vi è ragione di parlarne perché le due rimanenti colonie massaliote di Rhode (Rosas) e d’Emporie (Ampurias) sono tra l’Ebro e i Pirenei.
Questo significa che i Cartaginesi sono liberi di procedere sino all’Ebro, immensa regione di cui forse nemmeno la metà hanno ridotto a di pendenza effettiva, mentre assai più a mezzogiorno a Mastia (pare pressappoco a Cartagena) segnavano il termine del predominio cartaginese gli antichissimi trattati con Roma. Roma trae il vantaggio della neutralità punica nella guerra coi Galli. L’accordo non è uno scambio di dichiarazioni ma una vera e propria convenzione giurata. Il senato romano ratifica l’accordo.

- (1° maggio) Inizio anno consolare.

- (primi di maggio) Il console Caio Atilio Regolo viene inviato in Sardegna con 2 legioni, non sappiamo se l’insurrezione durasse ancora.

- (primi di maggio) L’altro console Lucio Emilio Papo è inviato con 2 legioni a difendere Rimini. I Galli (50.000 uomini tra fanti e cavalieri) però anziché procedere contro di lui , attraverso i valichi apenninici non presidiati entrano in Etruria.

- Il console Caio Atilio Regolo, richiamato dalla Sardegna, sbarca a Pisa e marcia verso sud.

- Uno dei pretori con le leve territoriali dell’Etruria e della Sabina prende contatto con loro a Chiusi mentre attende l’arrivo di Emilio Papo da Rimini (attraverso il varco apenninico “passo del Furlo”, Gubbio e Perugia). I Galli però lasciano la via per Roma e prendono quella per Fiesole.

- Battaglia terrestre di MONTEPULCIANO. A Montepulciano, aproffittando del vantaggio strategico i Galli danno battaglia al pretore romano incalzante. Mettono in fuga i Romani, che si rifugiano su un colle, dopo aver lasciato sul campo 6.000 uomini. Al sopraggiungere di Lucio Emilio Papo deliberano, su parere del re Aneroesto di tornare in patria ma non seguono la via dell’andata. Giunti presso l’Orcia (ove oggi è S. Quirico) aggirano il monte Amiata da est a dud, giungono ad Acquapendente e scendono al mare lungo l’Albenga verso Orbetello (Etruria, provincia di Grosseto, Toscana). A capo Telamone però in contrano l’altro console Atilio Regolo proveniente da Pisa. I due eserciti romani si congiungono.

- Battaglia terrestre di TELAMONE (ETRURIA) (Talamone, in Toscana). La battaglia è combattuta perpendicolarmente alla via Aurelia, tra la stazione di Talamone e il poggio Aquilone. Mentre la due cavallerie nemiche si contendono un colle in posizione strategica, in pianura le legioni di Emilio hanno di fronte i Gesati e gli Insubri (doppia fronte), quelle d’Atilio i Boi e i Taurini. I carri da guerra sono sulle ali. Il console Caio Atilio Regolo, comandante della cavalleria, viene ucciso e decapitato ma la cavalleria romana prevale su quella gallica che si piega e si lascia travolgere. Assale poi ai fianchi la fanteria nemica che si difendeva egregiamente e la circonda. I Romani si ascrivono la vittoria, 40.000 sono i Celti morti e 10.000 i prigionieri tra cui il re Concolitano. L’altro re Aneoresto si uccide coi suoi per non cadere prigioniero. Forse soltanto alcuni dei cavalieri si salvano tornando in patria. E’ questa una delle più grandi battaglie (80.000 combattenti) sostenuta dai Romani fino alle guerre civili. Solo quelle del Sentino e Ascoli Satriano possono essere comparate per numero di combattenti. Mentre il Sentino, con minor perdite pei Galli, assicura il primato di Roma nell’Italia peninsulare, quella di Telamone le guadagna virtualmente il dominio della Cisalpina.

- In occasione della guerra gallica Roma procede, d’accordo con gli alleati alla revisione delle liste dei combattenti (soccorsi) che ciascuna città alleata deve fornire. Forse questa è la prima e l’ultima revisione delle liste. Le forze che gli alleati devono fornire a Roma, come milizie ausiliarie, vengono stabilite secondo la formula dei togati e sono attinte in sette grandi distretti di leva. Esse sono:
1) Latini 80.000 fanti e 5.000 cavalli;
2) Sanniti 70.000 fanti e 7.000 cavalli;
3) Apuli e Sallentini 50.000 fanti e 6.000 cavalli;
4) Lucani 30.000 fanti e 3.000 cavalli;
5) Marsi ed altre popolazioni sabelliche 40.000 fanti e 4.000 cavalli;
6) Etruschi e Sabini 50.000 fanti e 2.000 cavalli;
7) Umbri compresi i Sarsinati 20.000 fanti e 2.000 cavalli.
Il totale delle forze alleate ammonta a 371.000 uomini di cui 340.000 fanti e 31.000 cavalli. Computando la milizia territoriale la metà dell’esercito attivo (ipotesi abbastanza parca) si può ritenere che gli alleati italici dispongano di almeno 600.000 uomini atti alle armi. La popolazione italica è circa eguale a quella dello scoppio della prima guerra punica.

- I Romani ed i Campani atti alle armi sono, secondo Polibio, 273.000 all’incirca quanti nel 276/275 a.C.

- (settembre-ottobre) Il console Lucio Emilio Papo con le legioni passa dalla Liguria all’Emilia, poi traversando e devastando il paese dei Boi giunge a Rimini e da qui per la futura via Flaminia a Roma senza che i Galli (prostrati dalla sconfitta) possano impedirlo. E’ la prima volta che i Romani penetrano nel territorio dei Boi.

- Un terremoto distrugge la città di Rodi, tra l’altro va perduto il celebre Colosso una delle 7 meraviglie del mondo antico. Era stato costruito circa 60 anni prima per ringraziare gli dei dopo la vittoria ottenuta su Demetrio I Poliorcete ed era stato collocato o su l’ingresso del porto o sull’Acropoli. La statua rappresentava Helios il dio del sole ed era stata costruita dallo scultore Charès allievo della scuola di Lisippo (lo scultore ufficiale di Alessandro III Magno). Aveva le seguenti caratteristiche:
1) altezza 25 metri, ma il progetto originale era di 16 metri;
2) realizzato esternamente in pezzi di lastre di bronzo tra loro inchiodate. Internamente la struttura era in ferro e riempita di pietre per aumentarne la stabilità;
3) il suo peso ammontava a circa 220 tonnellate;
4) 12 anni erano occorsi per la sua realizzazione. La tecnica usata non prevedeva l’uso di una impalcatura esterna, la statua durante l’avanzamento lavori veniva lateralmente coperta con la terra in modo da poter lavorare sempre al piano di calpestio;
5) il costo di realizzazione ammontava a circa 300 talenti.
L’enorme statua durante la caduta riporta lo spezzamento delle gambe e li rimarrà per secoli finchè gli Arabi non trasporteranno i pezzi sul continente.

- L’Acarnaia, nella Grecia continentale, viene sottomessa dai Macedoni.

- Il re siriano Seleuco Cerauno passato il Tauro combatte con varia fortuna, parte per mezzo dei suoi generali, parte di persona il re pergamese Attalo.

- Risale al 225 a.C. la prima testimonianza positiva per la pertinenza di Pisa alla federazione italica.

- Si effettua a Roma il censimento. I cittadini adulti romani ammontano a 275.000. Tutti i Campani sono censiti tra i cittadini romani (cives cum sufragio).

- (anno 225-223 a.C.) Demetrio di Faro, vedendo Roma impegnata nella gravissima guerra contro i Galli, cerca di acquisire terreno verso mezzogiorno (a sud di Lisso nel territorio dei Partini), dove par che tutta la marina dell’odierna Albania gli renda omaggio tolte le città greche di Apollonia e Durazzo.

- Umbri e Sarsinati che si titengono umbri sono dallo storico Polibio messi tra gli alleati dei Romani.

- NOTA La polazione libera dell’Italia è la seguente:
1) 923.000 Romani (di cui 205.000 iuniores e 300.000 maschi adulti) in un territorio di 25.615 km ² ed una densità di 36 abitanti /km²;
2) 431.000 Latini (di cui 85.000 iuniores e 134.000 maschi adulti) in un territorio di 10.630 km ² ed una densità di 40 abitanti /km²;
3) 1.398.000 Italici (di cui 276.000 iuniores e 441.600 maschi adulti);
Totale di 2.752.000 persone (di cui 566.000 iuniores e 875.600 maschi adulti) in un territorio di 107.810 km ² ed una densità di 25,5 abitanti /km²;

- NOTA Ludi annuali dati a Roma:
a) (15-18) settembre) Ludi Magni o Ludi Romani;
b) (28 aprile-3 maggio) Ludi Florales o Floralia (saranno saltuari fino al 174 a.C. quando diventerenno fissi);

- NOTA Festività del calendario romano in uso fino a Giulio Cesare:
a) 15 febbraio riti dei Lupercalia;
b) 15 aprile i Fordicidia;
c) 21 aprile i Purilia;
d) i Fornacalia;
e) 15 ottobre Equus October.


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