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Message: The battle of Pharsalus
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Author: * Velthur Valerius - 186 Posts
Date: Apr 22, 2003 - 03:44

Chronology year 48 b.C.: Tha battle of Pharsalus


- 48 b.C. -
Anno 706 della fondazione di Roma
Anno 462 della Repubblica romana
Anno 4° della Olimpiade 182 (Ol. 182.4)
Anno 1 della Guerra Alessandrina
Anno 860 della nazione etrusca (9° saeculum)

- Consules (n° 2): CAIO GIULIO CESARE (patrizio, 2^ volta, ha 53 anni), PUBLIO SERVILIO VAZIA ISAURICO [patrizio, marito di Giunia minor o senior (figlia del console del 62 a.C. e di Servilia), figlio del console del 79 a.C.?]

- Dictator: CAIO GIULIO CESARE (da novembre, 2^ volta, a tempo indeterminato)

- Magister equitum: MARCO ANTONIO (da novembre, plebeo)

- Praetor urbanus:

- Praetore peregrinus:

- Praetor (governatore) della Sicilia (1^ Provincia): POSTUMIO ALBINO (designato da Cesare)

- Praetor (governatore) della Sardegna-Corsica (2^ Provincia): SESTO PEDUCCO (designato da Cesare)

- Praetor (governatore) della Spagna Citeriore (3^ Provincia): MARCO EMILIO LEPIDO
(designato da Cesare)

- Praetor (governatore) della Spagna Ulteriore (4^ Provincia): QUINTO CASSIO (designato da Cesare), CAIO TREBONIO (designato da Cesare)

- Praetor (governatore) della Gallia Cisalpina (5^ Provincia): MARCO CALIDIO

- Propraetor (governatore) della Macedonia (6^ Provincia): sotto il controllo pompeiano

- Propraetor (governatore) dell’Africa Vetus (7^ Provincia): sotto il controllo pompeiano

- Praetor (governatore) dell’Asia (8^ Provincia): GNEO DOMIZIO CALVINO (designato da Cesare dopo Farsalo, console nel 53 a.C.)

- Praetor (governatore) della Transalpina (9^ Provincia): DECIMO GIUNIO BRUTO (designato da Cesare)

- Praetor (governatore) della Cilicia (10^ Provincia): sotto il controllo pompeiano

- Praetor (governatore) di Creta e della Cirenaica (11^ Provincia): sotto il controllo pompeiano

- Praetor (governatore) della Bitinia-Ponto (12^ Provincia): sotto il controllo pompeiano

- Praetor (governatore) della Siria (13^ Provincia): sotto il controllo pompeiano

- Propraetor (governatore) di Cipro (14^ Provincia):

- Governatore dell’Illirico: CORNIFICIO

- Tribuni plebis (n° 10): MARCO CELIO RUFO

- Aediles plebis (n° 2):

- Aediles curules (n° 2):

- Quaestores (n° 20): GNEO CALPURNIO PISONE (in Spagna, figlio del questore del 65 a.C.), GAIO SALLUSTIO CRISPO, MARCO MARCELLO ERSENINO (nella Spagna Ulteriore)

- Comandante della guarnigione romana ad Alessandria: SETTIMIO (assassino di Gneo Pompeo)

- Comandante in capo (ammiraglio) dell’armata pompeiana adriatica: MARCO CALPURNIO BIBULO † (plebeo, console nel 59 a.C.)

- Comandante (ammiraglio) dell’armata pompeiana dello Ionio: MARCO OTTAVIO (plebeo, edile curule nel 50 a.C.)

- Legatus dell’ammiraglio Marco Calpurnio Bibulo: SCRIBONIO LIBONE

- Comandante (ammiraglio) dell’armata cesariana adriatica: PUBLIO CORNELIO DOLABELLA

- Comandante in capo dell’esercito pompeiano a Farsalo: GNEO POMPEO MAGNO † (plebeo, ha 58 anni)

- Comandante ala sinistra pompeiana a Farsalo: LUCIO DOMIZIO ENOBARBO † (plebeo, console nel 54 a.C., con 4 legioni)

- Comandante ala destra pompeiana a Farsalo: LUCIO CORNELIO LENTULO CRURE (patrizio, console nel 49 a.C., con 2 legioni)

- Comandante del centro pompeiano a Farsalo: QUINTO CECILIO METELLO PIO SCIPIONE (plebeo, console nel 52 a.C., con 4 legioni)

- Comandante della cavalleria pompeiana a Farsalo: TITO LABIENO (plebeo, ex braccio destro cesariano in Gallia, con 7.000 cavalieri)

- Comandante in capo dell’esercito cesariano a Farsalo: CAIO GIULIO CESARE

- Comandante ala sinistra cesariana a Farsalo: MARCO ANTONIO (plebeo)

- Comandante ala destra cesariana a Farsalo: PUBLIO CORNELIO SILLA

- Comandante del centro cesariano a Farsalo: GNEO DOMIZIO CALVINO (plebeo, console nel 53 a.C.)

- Tribuni militum (n° 24):

- Princeps senatus: CAIO GIULIO CESARE

- Senatores (n° 600): GNEO POMPEO MAGNO (console del 70 a.C.) †, LUCIO AURELIO COTTA (console del 65 a.C.), MARCO TULLIO CICERONE (console del 63 a.C.), CAIO GIULIO CESARE (console del 59 a.C.), MARCO CALPURNIO BIBULO (console del 59 a.C.), LUCIO CALPURNIO PISONE CESONINO (console del 58 a.C.), TITO LABIENO (propretore del 58 a.C.), LUCIO MARCIO FILIPPO (console del 56 a.C.), LUCIO DOMIZIO ENOBARBO (console del 54 a.C.), GNEO DOMIZIO CALVINO (console del 53 a.C.), MARCO VALERIO MESSALLA RUFO (console del 53 a.C.), QUINTO CECILIO METELLO SCIPIONE PIO (console del 52 a.C.), MARCO EMILIO LEPIDO (pretore del 49 a.C.), TIBERIO CLAUDIO NERONE (questore del 49 a.C.), SERVIO QUINTILIO VARO (questore del 49 a.C.), PUBLIO SERVILIO VAZIA ISAURICO (console del 48 a.C.), PUBLIO VATINIO (console del 48 a.C.), POSTUMIO ALBINO (pretore del 48 a.C.), SESTO PEDUCCO (pretore del 48 a.C.), DECIMO GIUNIO BRUTO (pretore del 48 a.C.), QUINTO CASSIO (pretore del 48 a.C.), CAIO TREBONIO (pretore del 48 a.C.), MARCO CALIDIO (pretore del 48 a.C.), MARCO CELIO RUFO (tribuno della plebe del 48 a.C.), GAIO SALLUSTIO CRISPO (questore del 48 a.C.), GNEO CALPURNIO PISONE (questore del 48 a.C.), MARCO MARCELLO ERSENINO (questore del 48 a.C.),

- Pontifex maximus: CAIO GIULIO CESARE (patrizio, ha 53 anni)

- Pontefices (n° 15): LUCIO DOMIZIO ENOBARBO †, CAIO OTTAVIO (ha 14 anni)

- Augures (n° 15): MARCO ANTONIO, MARCO VALERIO MESSALLA RUFO (console del 53 a.C.)

- Decemviri sacris faciundis (n° 15):

- Septemviri epulones (n° 7):

- Flamen Dialis (di Giove) (flamen maior): CAIO GIULIO CESARE

- Flamen Martialis (di Marte) (flamen maior):

- Flamen Quirinalis (di Quirino) (flamen maior):

- Flamines minores (n° 12):

- Salii palatini (n° 6):

- Salii collini (n° 6):

- Vestales (n° 4):

- Re di Meroe (Nubia): AMANIKHABALE ?

- Re (faroaone) dell’Egitto (dinastia dei Tolemei o Lagidi): TOLEMEO XII (alleato Di Gneo Pompeo)

- Re dei Parti (dinastia degli Arsacidi): ORODE II (ORODES)

- Principe dei Parti: PACORO (figlio di Orode II)

- Re della Cappadocia (dinastia degli Ariobarzanidi): ARIOBARZANE III EUSEBES PHILOROMAIOS (alleato di Gneo Pompeo)

- Re del Ponto (dinastia dei Mitridatidi): FARNACE II

- Re del Bosforo Cimmerio (dinastia dei Mitridatidi): FARNACE II

- Re della Commagene: ANTIOCO I THEOS DIKAIOS EPIFANE PHILOROMAIOS PHILLELENOS (alleato di Gneo Pompeo)

- Re dell’Armenia: ARTAVASDE I

- Signore di Pergamo: MITRIDATE (figlio illegittimo di Mitridate VI del Ponto)

- Principe) della Numidia occidentale: MASSINISSA

- Re della Numidia : GIUBA I (alleato di Gneo Pompeo)

- Re della Mauritania occidentale: BOGUDE (alleato di Caio Giulio Cesare)

- Re della Mauretania orientale: BOCCO II (alleato di Caio Giulio Cesare)

- Re dei Galati: DEIOTARO (alleato di Gneo Pompeo)

- Re dei Traci: COTI (alleato di Gneo Pompeo)

- Re dei Daci: BUREBISTAS

- Sommo sacerdote (guida) dei Giudei:

- (4 gennaio) Caio Giulio Cesare si imbarca col suo esercito a Brindisi.

- (5 gennaio) Caio Giulio Cesare sbarca a Palaeste (Palusa) in Grecia.

- (inverno) L’ammiraglio pompeiano Marco Calpurnio Bibulo (console del 59 a.C.) muore nel tentativo di bloccare il passaggio di Cesare in Epiro. Era marito di Porcia, sorella di Marco Porcio Catone l’Uticense e futura moglie di Marco Giunio Bruto.

- (gennaio) In una settimana Oricum, Apollonia, Byllis, (Gradista) e Amantia (Pljoca) città greche del nord Epiro si sottomettono al console.

- (metà aprile) Il legato cesariano Marco Antonio riesce a sbarcare a Nymphaeum (S. Giovanni di Medua) le rimanenti 5 legioni rimaste a Brindisi ed occupa Lisso. Poco dopo si ricongiunge con Cesare che forte delle sue 12 legioni tallona da vicino Gneo Pompeo che nel frattempo era passato dalla illirica Durazzo ad Asparagium e poi alle scogliere di Petra dove costruisce un vallo.

- (maggio) Gneo Pompeo (figlio maggiore di Gneo Pompeo Magno) distrugge a Oricum e Lissus la rimanente flotta di Cesare comandata da Publio Cornelio Dolabella.

- (maggio) Caio Giulio Casare invia il legato Gneo Domizio Calvino con 2 legioni per ostacolare la marcia delle 2 legioni di Siria comandate da Quinto Cecilio Metello Pio Scipione.

- (maggio) Caio Giulio Cesare costruisce a Petra un controvallo per assediare Gneo Pompeo.

- (giugno) Il legato pompeiano Scipione si imbatte in nel cesariano Calvino sull’Haliaemon (Vistritza) parando gli assalti del nemico. Si congiunge poi coll’esercito di Pompeo.

- (giugno) A Cesare si sottomettono tutte le città della Tessaglia tranne Larissa e dell’Illiria tranne Durazzo.

- Il re egiziano Tolemeo XII ed i suoi consiglieri Potino ed Achilla sono costretti ad affrontare la regina-sorella Cleopatra e le sue truppe raccolte tra le tribù siriane.

- Il Senato ordina, senza successo, la distruzione a Roma dei templi e delle immagini di Iside.

- (prima quindicina di luglio) Battaglia terrestre di DURAZZO (Dyrrachium). Gneo Pompeo riesce a forzare il controvallo di Caio Giulio Cesare che subisce una disfatta. Pompeo però non sa consolidare il suo successo anzi fugge a sud. A Durazzo rimane il pompeiano Marco Porcio Catone con 15 coorti.

- (seconda quindicina di luglio) Cesare dopo aver tentato invano il blocco di Durazzo abbandona l’impresa e si sposta in Tessaglia anche allo scopo di riunirsi ai distaccamenti delle sue truppe (2 legioni in Macedonia, ½ legione in Tessaglia, ½ legione in Etolia).

- (luglio) Gli optimates pompeiani perdono l’Epiro. L’Etolia viene conquistata da Sabino. La Focide, la Beozia e l’Attica sono riprese da Caleno.

- (fine luglio) Pompeo lascia Larissa e si avvicina a Cesare vicino all’antica città di Farsalo. Dispone di 100 coorti di fanteria (1 legione è formata da 10 coorti) e 7.000 cavalieri. Cesare dispone di sole 80 coorti e 1.000 cavalieri.

- (9 agosto mattina) Battaglia terrestre di FARSALO (Farsaglia). Gneo Pompeo cede alle pressioni del suo consiglio di guerra (composto da Lucio Cornelio Lentulo Spintere, Lucio Domizio Enobarbo, Quinto Cecilio Metello Scipione, Lucio Afranio) e decide di offrire battaglia. Ha il campo (di battaglia ) delimitato a destra da un fiume (o torrente) e a sinistra da colline. Schiera quindi alla destra Lucio Cornelio Lentulo con le sole 2 legioni di Spagna e di Oriente, al centro Scipione con le 2 legioni siriane e le 2 legioni di reclute italiche, a sinistra Lucio Domizio Enobarbo con altre 2 legioni italiche e 2 legioni di veterani rimpatriate dalla Gallia nel 50 a.C. Alla estrema sinistra dispone i 7.000 cavalieri agli ordini di Tito Labieno. Gneo Pompeo si schiera dietro le sue truppe. Caio Giulio Cesare oppone Marco Antonio a Lentulo, Gneo Domizio Calvino a Scipione e P. Silla a Enobarbo. Mette a sinistra (il cui fianco non può essere aggirato per via del fiune o torrente) le legioni più affaticate, le migliori la XII e la X legione sull’estrema destra. Cesare dà ordine di risparmiare ad ogni costo la vita di Marco Giunio Bruto (figlio di Servilia da lui tanto amata). L’augurio di Pompeo ai soldati è “Hercules invictus”, quello di Cesare è “Venus victrix”. Per fermare la forte cavalleria pompeiana Cesare schiera obliquamente 6 coorti dietro la X legione. L’assalto della cavalleria pompeiana viene infatti fermato mentre l’ala sinistra di Cesare è vincente. Pompeo si rifugia e si trincera sul campo fortificato , ma verso le ore 12, vista l’impossibilità di difenderlo fugge verso la spiaggia più vicina.

- (10 agosto) A Larissa Caio Giulio Cesare fa il bilancio della vittoria. Le sue perdite ammontano a 30 centurioni e 200 legionari, quelle di Gneo Pompeo a 15.000 uomini tra i quali Lucio Domizio Enobarbo.

- (agosto dopo Farsalo) Battaglia navale di EPIDAURO. Marco Ottavio, comandante dell’armata degli optimates dello Ionio viene sconfitto ad Epidauro (Ragusa) dalle flotte di Cornificio (governatore dell’Illiria in nome di Cesare) e di Vatinio accorso da Brindisi.

- (agosto dopo Farsalo) I superstiti di Farsalo, tra cui tito Labieno, raggiungono Durazzo presidiata da Marco Porcio Catone con un numeroso contingente militare ed una potente flotta. Nel gran consiglio dei pompeiani Catone affida il comando supremo a Marco Tullio Cicerone (console nel 63 a.C. ed imperator) ma questi rinuncia all’onore ed esprime il desiderio di lasciare i combattenti. Accusato di tradimento da Gneo Pompeo iunior (il figlio maggiore di Gneo Pompeo Magno) viene salvato dallo stesso Catone ed abbandona col fratello Quinto Durazzo per Patrasso dove il genero Dolabella (marito della figlia Tullia) lo informerà che Cesare gli permette di tornare in Italia.

- (agosto) Marco Porcio Catone con le sue 15 coorti e Tito Labieno con 1.600 cavalieri evacuano Durazzo e con la flotta rifluiscono su Corcina. Marco Claudio Marcello (console nel 51 a.C.) va a Lesbo, altri vanno ad Ancona a chiedere asilo a Caleno. Catone, seguito da coloro decisi a continuare la guerra tra cui Gneo Pompeo e Tito Labieno, parte alla ricerca di Gneo Pompeo Magno. Conquista Patrasso ma fugge all’arrivo di Caleno. A lui si uniscono Fausto Silla e Marco Petreio e tutti fanno vela attraverso Citera e Creta verso l’Egitto.

- (dopo Farsalo) Cesare Manda Marco Antonio a Roma per prevenire attacchi dei pompeiani o eventuali disordini.

- (agosto) Gneo Pompeo si imbarca verso Anfipoli con una trentina di persone fra cui due consolari e il re Deiotaro. Caio Giulio Cesare salva e amnistia Marco Giunio Bruto. Proclama città libere Cnido e Ilio. Spedite le truppe innanzi in Asia, Cesare attraversa l’Ellesponto con una navicella da carico. Incontra il pompeiano Lucio Crasso con 10 navi rostrate, non lo evita, anzi si accosta, lo esorta alla resa volontaria ed ha la sua sottomissione.

- (fine agosto) Gneo Pompeo, dopo aver prelevato a Mitilene la moglie Cornelia ed il figlio minore Sesto, naviga verso l’Egitto.

- (dopo Farsalo) A partire da Farsalo come tutore della plebe e presidente permanente del Senato Cesare assume la direzione degli “Acta senatus” e degli “Acta populi”.

- (28 settembre) Gneo Pompeo raggiunge l’Egitto nel giorno del suo 58° compleanno ed entra nel porto di Pelusio con una flottiglia, il tesoro e 2.000 uomini radunati in Cilicia ed a Cipro.

- (29 settembre) Gneo Pompeo Magno viene accoltellato alle spalle ed ucciso da Settimio (comandante del corpo di occupazione di Gabinio, aveva già servito sotto le fila di Pompeo) mentre solo col suo liberto Filippo su una piccola barca egiziana si reca a parlare con il re Tolemeo XII. La testa e le mani vengono mozzate dal corpo che viene cremato da Filippo.

- Catone incrocia a Palinuro, nel golfo di Bomba, le navi di Cornelia (moglie di Pompeo) col figliastro Sesto Pompeo ed apprende la notizia della morte del capo della coalizione e della partenza di Metello Scipione per Utica.

- (2 ottobre) Caio Giulio Cesare arriva ad Alessandria d’Egitto con 35 galere (di cui 10 fornite da Rodi) e navi da trasporto. Ha con sé 3.200 legionari e 800 cavalieri. Teodoto, il retore samio del re Tolemeo XII, gli mostra la testa di Gneo Pompeo. Cesare ordina a Gneo Domizio Calvino, al quale aveva assegnato il governo dell’Asia e delle provincie vicine, di mandargli 2 legioni.

- (ottobre) Nonostante le defezioni, tra cui Caio Cassio, Marco Porcio Catone sbarca a Berenike (odierna Bengasi) con 10.000 uomini.

- (ottobre) Tolemeo XII e Potino vanno ad Alessandria da Cesare per discutere del conflitto che li oppone a Cleopatra VII mentre Achilla resta a Pelusio con le truppe. Cesare fa le seguenti richieste:
1) cessazione delle ostilità verso Cleopatra;
2) scioglimento dell’armata egiziana;
3) restituzione dei debiti contratti dall’Aulete (6.000 talenti).
Il consigliere del re Potino respinge le prime due e prende tempo sulla terza. Di fatto Tolemeo XII e Potino sono ostaggi di Cesare.

- (metà ottobre) Caio Giulio Cesare annuncia di ridare la signoria di Cipro (tolta da Roma nel 58 a.C. a Tolemeo Apione, fratello dell’Aulete) a Tolemeo XIII ed Arsinoe (figli minori dell’Aulete e fratelli di Tolemeo XII e Cleopatra VII).

- (ottobre) Marco Tullio Cicerone sbarca a Brindisi e vi resterà quasi un anno in attesa del ritorno di Cesare.

- (18 ottobre) Caio Ottavio (il futuro Ottaviano Augusto) prende la toga virile sulla quale, con un permesso speciale, indossa la tunica dalla larga striscia di porpora dell’ordine senatoriale.

- (fine ottobre) Potino riesce a far arrivare ad Achilla l’ordine di marciare con l’esercito egiziano da Pelusio ad Alessandria. Inizia la GUERRA ALESSANDRINA che vede contrapposti lo stratega Achilla che dispone di 20.000 uomini (tra cui legionari di Gabinio, pirati e predoni siriaci e cilici, schiavi romani fuggitivi) e 2.000 cavalieri e Caio Giulio Cesare che dispone di 3.200 legionari, 800 cavalieri, le 50 navi messe a disposizione di Gneo Pompeo da Cleopatra e 22 vascelli da guerra alla fonda nel porto alessandrino. Cesare si trincera nel palazzo reale e manda a chiedere rinforzi a:
1) Mitridate di Pergamo (figlio illegittimo di Mitridate VI Eupatore del Ponto) che dovrà fornire truppe di fanteria via terra;
2) Nabatei (una tribù della Palestina orientale) che dovranno fornire truppe di cavalleria via terra;
3) Creta che dovrà fornire reparti di arcieri,
4) Rodi e Cilicia che dovranno fornire navi da guerra.

- (ottobre-novembre) Caio Giulio Cesare chiama Quinto Cassio (governatore della Spagna Ulteriore) in Africa per tener testa al numida Giuba I ma le 2 legioni di cui egli dispone (ex di Varrone) si ribellano ed eleggono capo il questore M. Marcello Ersenino che pur dichiarando la devozione a Cesare di fatto impedisce a Quinto Cassio di raggiungere l’Africa. Cesare spedisce nell’Ulteriore dall’Africa il suo alleato mauro Bogude, il governatore della Citeriore M. Emilio Lepido con 35 coorti e nomina governatore Caio Trebonio.

- (novembre) Dopo 30 giorni di marcia in zona desertica Marco Porcio Catone raggiunge Leptis Magna.

- (prima quindicina di novembre) Caio Giulio Cesare occupa l’isola di Faro poi attaccato sia nel palazzo reale che dal porto respinge l’attacco incendiando 22 triremi della flotta reale. Brucia tutte le navi (50 galere tornate dopo Farsalo ed altre 38 navi) ed arsenali che non può più difendere. L’incendio si estende e va perduta la famosa Biblioteca con i suoi 400.000 volumi (papiri).

- (novembre) Caio Ottavio (il futuro Ottaviano Augusto) viene a Roma eletto, per cooptazione, pontefice al posto di Lucio Domizio Enobarbo. (o nel 45?)

- L’assenza del console Caio Giulio Cesare impedisce di fatto lo svolgimento dei comizi centuriati per eleggere i magistrati per il 47 a.C. Secondo le le leggi vigenti tale iniziativa può essere presa dall’altro console in carica ma Isaurico non la attua.

- (novembre) Approvazione a Roma la lex proposta dal console Isaurico. Conferisce a Cesare per la 2^ volta la dittatura a tempo indeterminato (o dittatura straordinaria per l’intero 47 a.C.?) e ad Antonio, che da Cesare era stato inviato in Italia a proteggerla da eventuali attacchi dei pompeiani, la carica di magister equitum. Non vengono eletti nuovi magistrati in attesa del ritorno di Cesare eccetto i tribuni e gli edili della plebe. Senato e popolo romano concedono a Cesare:
1) il diritto di procedere a suo arbitrio contro i Pompeiani.
2) il diritto di decidere della pace e della guerra senza interrogare il popolo né il Senato.
3) il diritto di assumere il consolato per 5 anni successivi (diritto che Cesare non si varrà che più tardi).
4) facoltà di designare i candidati da nominarsi in tutti i comizi elettorali, esclusi solo quelli dei tribuni e degli edili della plebe.
5) il diritto di distribuire le provincie pretorie a suo beneplacito.
6) il diritto a vita di sedere sui subsella tribunicia, di essere cioè considerato inviolabile come un tribuno.

- (Verificare la datazione) Mamurra, paefectus fabrum di Cesare in Gallia, forse su incarico dello stesso, inizia lo sfruttamento del marmo di Luni (Carrara).

- In Egitto il Nilo non raggiunge livelli di piena tali da consentire buoni raccolti.

- (dicembre) Farnace invade la Piccola Armenia e la Cappadocia. Il governatore della provincia d’Asia Gneo Domizio Calvino gli intima di recedere ma Farnace lascia solo la Cappadocia, difficilmente difendibile. Calvino gli muove guerra con 4 legioni: la XXXVI, quella del Ponto, le 2 legioni procuratigli da Deiotaro organizzate alla romana e la cavalleria prestatagli dal cappadocio Ariobarzane III.

- (dicembre) Battaglia terrestre di NICOPOLIS. Calvino attacca Farnace a Nicopolis ma viene sconfitto ed è costretto a ritirarsi nella provincia ed a organizzare l’invio di rinforzi urgentemente chiesti da Cesare in Egitto. Farnace conquista il Ponto, l’antico regno paterno, saccheggia le città, trucida tutti i romani residenti.

- Grazie all’intervento di Cesare il questore Gaio Sallustio Crispo viene riammesso al Senato.
Ad Alessandria d’Egitto Arsinoe (sorella minore. 17-18 anni, di Cleopatra VII) riesce a fuggire da Cesare con il suo stretto collaboratore Ganimede nel campo di Achilla. Proclamata regina dagli alessandrini fa assassinare Achille e nomina primo ministro Ganimede. Cesare fa assassinare Pothino (ispiratore dell’assassinio di Gneo Pompeo Magno) per aver esortato Achilla a non demordere.

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